Opinioni, 03 gennaio 2020

Il paese del Bengodi per chi vuole mettersi a carico del contribuente?

Il presidente della sezione P$ di Lugano Raoul Ghisletta anche il primo giorno dell’anno è riuscito a prodursi in un bilioso attacco personale nei confronti del sindaco di Lugano Marco Borradori come pure del sottoscritto.

Quando non ci sono argomenti, ci si arrampica sui vetri per inventarseli. Sicché perfino il discorso di capodanno del sindaco diventa spunto per vacue invettive in funzione di campagna elettorale. Il presidente della sezione P$ corre sui portali a scrivere di “parole vuote”: proprio lui ed il suo partito, che di “parole vuote” sono campioni interplanetari!

Non a caso, sempre evidentemente a scopo di campagna elettorale, Ghisletta ed il P$ luganese stanno sfornando una serie di strampalate mozioni con cui pretendono di trasformare Lugano nel Paese del Bengodi per chi – magari in arrivo da “altre culture” – vuole mettersi a carico dello Stato sociale. E dunque, avanti con le proposte un tanto al chilo, senza capo né coda, buttate là in base al principio della fiera del bestiame: chi vüse pusée, la vaca l’è sua.

Senza farsi problemi, si pretende l’introduzione di ogni sorta di sussidi pubblici ad innaffiatoio, naturalmente senza alcuna distinzione tra luganesi e migranti economici, si postulano potenziamenti di servizi a casaccio, e tutto senza pensare nemmeno per un secondo a chi pagherebbe i costi plurimilionari di simili fantasie da campagna elettorale: ovvero il contribuente ed in particolare
quello del ceto medio. Soldi di tutti, soldi di nessuno! Ecco come i kompagni pensano di gestire la spesa pubblica.
La tattica è sempre la stessa. La $inistra usa ad ogni livello istituzionale: comunale, cantonale e federale. Ossia, formulare proposte assurde apposta per farsi dire di no, ed avere così il pretesto per recriminare. Lugano è una città molto sociale ed attenta ai bisogni dei più deboli. Si è dotata di servizi e regolamenti ad hoc. Certamente si può e si deve migliorare (fare meglio è sempre possibile); il nuovo studio sulla povertà darà ben presto indicazioni in tal senso. Ma è ovvio che cambiamenti ed eventuali potenziamenti dovranno venire stabiliti con discernimento. Sulla scorta di bisogni reali dei luganesi e di analisi serie. Non del populismo rossoverde del tassa e spendi, anzi dello spendi e tassa. Lugano deve aiutare i propri cittadini in difficoltà; non diventare un polo d’attrazione per chi – magari come migrante economico - vuole attingere a piene mani a prestazioni sociali pagate dal contribuente.

I soldi pubblici non crescono sugli alberi, vengono prelevati dalle tasche dei cittadini. Un concetto che Ghisletta e la sinistra in generale proprio non ce la fanno a farsi entrare in testa. 
A proposito: Ghisletta deve ancora spiegare perché il PS – assieme al PLR ed al PPD  - ha affossato la Tredicesima AVS agli anziani luganesi che tirano la cinghia.

Lorenzo Quadri

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