Ticino, 22 novembre 2018

Sparita la LIA, “assisteremo ad una nuova invasione di padroncini dall'Italia”

La Legge sulle imprese artigianali (LIA) è stata abrogata il 9 novembre scorso per decisione del Gran consiglio (42 voti a favore, 30 contrari e 9 astensioni ). A fronte di diverse punti critici, su tutti la compatibilità con il diritto superiore, si registrano anche diversi effetti considerati positivi quali il pagamento dell’IVA e degli oneri sociali e il censimento delle ditte attive locali, confederate e straniere che ha permesso di registrare oltre 4'000 aziende, ben oltre il doppio del previsto.

La legge, lo ricordiamo, aveva lo scopo di tutelare gli artigiani locali dalla concorrenza estera, concorrenza estera spesso avvantaggiata da costi e stipendi minori, e quindi più attrattivi dal punto di vista economico, e che in non pochi casi non rispetta le normative vigenti.

Il direttore del dipartimento del territorio Claudo Zali aveva rilevato, in occasione del voto in Gran consiglio, che il concetto di base era la difesa delle aziende locali dalla concorrenza difficilmente arginabile (visto il livello di costi e stipendi, ben più bassi in Italia) dei prestatori d’opera provenienti dall’Italia, e che proprio l'Italia, dopo le polemiche iniziali, ha recepito in modo favorevole la legge, poiché "si è capito che non impediva l’attività delle ditte italiane serie, ma voleva fermare quelle irregolari che sono un male sui due lati della frontiera".

In teoria ora si dovrebbe procedere con la creazione di un nuova legge che rispetti il diritto superiore ma la tempistica è sconosciuta. Certo è che i problemi di concorrenza sleale, attività in nero, scarsa sicurezza sul lavoro e così via, non sono ancora risolti.

Ma cosa succederà in questi mesi (anni?) di vuoto normativo? Lo abbiamo chiesto a Daniele Casalini, deputato in Gran Consiglio nelle fila della Lega dei Ticinesi e che in questi anni si è profilato come convinto sostenitore della legge abrogata il 9 novembre scorso. Per Casalini l'assenza della LIA “avrà come effetto l’apertura di una nuova invasione di pseudo professionisti e di padroncini soprattutto dalla vicina Italia”.

Anzi, Casalini, che di professione fa proprio l'artigiano, afferma che già in questi giorni si sta assistendo ad un ritorno di padroncini dall'Italia “a danno degli artigiani ticinesi come pure del consumatore ignaro degli effetti negativi che potrà avere sulla propria abitazione”. Il deputato leghista si mostra inoltre pessimista sui tempi e le possibilità che sorga una nuova legge. “Ci vorrà molto tempo per scrivere una nuova legge, con il rischio che questa non veda mai la luce a causa d’insormontabili opposizioni” afferma.  

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