Ha raggiunto i 196 km/h su un tratto con limite a 80, sfrecciando anche nei centri abitati ben oltre il consentito. La vicenda, riportata dal Corriere del Ticino, riguarda un 30enne ucraino protagonista di una guida definita “folle”, con evidenti rischi per la sicurezza pubblica.
Le conseguenze sono state pesanti: oltre alla condanna penale, l’uomo perderà lo statuto di protezione S. Le autorità hanno inoltre disposto l’espulsione dalla Svizzera per un periodo di tre anni.
Il caso si inserisce in un contesto più ampio, con oltre 70mila beneficiari dello statuto S attualmente presenti in Svizzera. La misura, introdotta per garantire protezione ai rifugiati ucraini, torna regolarmente al centro del dibattito politico quando emergono episodi di criminalità.
Qui i fatti sono chiari: un’infrazione grave, sanzionata con la revoca dello statuto e l’allontanamento. Una decisione che segnala come, almeno in casi di questo tipo, le autorità siano disposte a intervenire con misure drastiche.






