Se l'Unione europea approverà la riforma sulla disoccupazione dei lavoratori frontalieri, la Svizzera dovrà a sua volta applicarla. È perlomeno quanto sostiene l'ambasciatore dell'UE in Svizzera, il tedesco Andreas Künne, in un'intervista rilasciata alla testata romanda “24 heures”. Künne sembra quindi sostenere che vi sia un automatismo tra la decisione UE e una sua ripresa in Svizzera, un fatto questo che la Segreteria per l'economia (SECO) aveva invece negato. Secondo l'ambasciatore UE il sistema attuale favorisce la Svizzera e la riforma non farebbe altro che riequilibrare i flussi finanziari tra il nostro paese e quelli dove i frontalieri risiedono.
Nell'intervista, in cui in sostanza Künne tesse le lodi di Bruxelles e nega qualsiasi crisi, l'ambasciatore afferma che l'UE è “il miglior vicino che la Svizzera abbia mai avuto” e il fatto che oggi sia circondata da paesi democratici sarebbe opera proprio dell'Unione europea. Fra i vari temi discussi vi è anche l'iniziativa che “No a una Svizzera a 10 milioni di abitanti!”, che secondo Künne l'UE “segue da vicino”. Senza entrare nel merito della votazione, l'ambasciatore sostiene che il dibattito sull'immigrazione sarà molto diverso in futuro, perchè a causa dell'invecchiamento della popolazione, i paesi industrializzati come la Svizzera dovranno aumentare l'età della pensione e per mantenere il sistema attuale. “Fra dieci anni vi sarà una vera e propria lotta per attirare immigrati” afferma. Agli svizzeri che si lamentano della crescita demografica degli ultimi decenni, Künne risponde che è semplicemente la conseguenza di una crescita economica superiore agli altri paesi.





