Ticino, 11 maggio 2026

Claudio Zali: "Basta a decisioni unilaterali italiane"

I rapporti con l’Italia sono ai minimi storici, e quindi si discuterà del blocco dei ristorni in Consiglio di Stato prima di giungo.

Non possiamo ignorare la campagna estremamente negativa nei nostri confronti della Svizzera dovuta ai tragici eventi del Vallese; e non mi riferisco al giornalismo di infima qualità della vicina penisola, ma intendo le ripetute esternazioni del rappresentante istituzionale della Repubblica italiana nel nostro paese, e cioè l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, il quale si è espresso in modo assolutamente inaccettabile, forse sapendo di essere a fine carriera e che a breve lascerà il nostro paese. Uscite che non ci si aspetta da parte di un paese che si ritiene amico della Svizzera.
 

Questo non possiamo dimenticarcelo, ma non è il principale motivo di attrito con l’Italia, è solo un corollario aggiuntivo.
 


 

Il vero motivo che mi fa dire che le cose con l’Italia vanno sempre peggio è che intendono sottrarsi agli accordi internazionali stipulati con la Svizzera e recentemente rivisti con l’accordo sui frontalieri applicando ai “vecchi” frontalieri un’imposta supplementare giustificata con il pretesto di una tassa sulla salute.
 

Dalle prime valutazioni sembrerebbe che la Confederazione intende prostrarsi in ginocchio davanti all’Italia, e quindi pronta a convalidare questa ennesima forzatura giuridica e come sempre sarà il Ticino a doverne pagare il prezzo.
 

Io credo invece che tutto quello che l’Italia preleverà in più sui “vecchi” frontalieri, deve essere compensato deducendolo dai ristorni.
 

I ristorni, è bene ricordarlo, sono in pratica fiscalità concernente ricchezza generata e prodotta in Ticino, soldi che in difetto di un accordo capestro internazionale spetterebbe interamente Ticino, e andrebbero certamente a risolvere molti problemi del Cantone compresi quelli legati alla mobilità che la presenza di 80'000 frontalieri concorrono a creare.
 

Come se questo non bastasse a breve si aggiungerà anche la questione della disoccupazione dei frontalieri come nuovo onere a carico del nostro paese.
 

Ritengo dunque necessario che il Consiglio di Stato torni in tempi rapidi a parlare di blocco dei ristorni.
 

Claudio Zali, Consigliere di Stato

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