Svizzera, 31 maggio 2026

"No a una Svizzera da 10 milioni", fra gli oppositori serpeggia il dubbio di aver sbagliato con la strategia del "caos"

Per contrastare l'iniziativa «No a una Svizzera a 10 milioni di abitanti» gli oppositori hanno deciso di lanciare una campagna decisamente allarmista, prospettando scenari catastrofici in caso che il testo fosse accettato. Non a caso, hanno utilizzato il termine «iniziativa del caos» per indicare la proposta dell'UDC. Da ospedali che chiudono dal oggi all'indomani a un collasso delle relazioni con l'Unione europea, i contrari stanno usando ipotesi estremi che però non sembrano convincere l'elettorato. Al punto che, a due settimane dalla votazione, diverse voci nel campo dei contrari si sono levate per criticare quella che ritengono essere una strategia allarmista e esagerata. Questo concerne in particolare il partito del Centro e, soprattutto, il PLR dato che, stando ai sondaggi, il loro elettorato sarebbe sedotto dall'iniziativa.

La testata romanda «24 heures» riporta infatti che gli oppositori all'iniziativa starebbero addirittura attraversando una crisi di fiducia nella propria strategia di campagna, temendo che seminare paura si riveli inefficace. Personalità politiche, in particolare all'interno del Partito Liberale, chiedono di abbandonare la retorica allarmistica a favore di soluzioni concrete. Fra questi viene citato il Consigliere di Stato vodese Pascal Broulis che ritiene che il suo partito, e i contrari in generale, dovrebbero rispondere alle preoccupazioni dei cittadini con proposte concrete invece che cercare di terrorizzare la popolazione con scenari apocalittici che non si produranno. «Anche se il testo non passasse, il giorno dopo dovremo comunque dare risposte alle preoccupazioni di coloro che hanno votato a favore» afferma l'esponente PLR.



Il presidente del Centro Philipp Matthias Bregy, da parte sua si rammarica che il Parlamento non abbia proposto un controprogetto all'iniziativa UDC e ricorda come il suo partito si è battuto per una controposta ma che nessun altro partito era a favore. Come Broulis, anche Matthias Bregy teme che la «strategia della paura» non abbia successo ma allo stesso tempo avverte che questo non sarebbe il momento di dubitare. «Piangere sul latte versato non serve a niente, dobbiamo batterci perchè questa iniziativa non sia accettata» afferma il presidente del Centro.

Guarda anche 

Ignazio Cassis non vuole chiedere alla Francia di partecipare ai costi di sicurezza del G7

Domenica, alla vigilia del vertice del G7 a Évian, in Francia, che è iniziato lunedì, diverse migliaia di manifestanti hanno sfilato a Ginevra. Sebbe...
17.06.2026
Svizzera

"Gli svizzeri hanno scelto di avere più immigrati", come la stampa estera commenta la votazione di domenica

Con il 54,8% dei voti, la popolazione svizzera ha respinto l'iniziativa dell'UDC che mirava a limitare la popolazione del paese a dieci milioni. Il voto è ...
16.06.2026
Svizzera

Estremisti islamici monitorati dal SIC: perché sono ancora in Svizzera?

Secondo quanto emerso da dichiarazioni rilasciate al Blick dal portavoce del Servizio delle attività informative della Confederazione, oggi in Svizzera vi sareb...
17.06.2026
Svizzera

Una relazione amorosa tra due giudici federali mette la giustizia sotto pressione

Due giudici federali hanno tenuto nascosta la loro relazione per quasi un anno presso il Tribunale federale (TF). La vicenda ha riacceso il dibattito sulla governance e l...
15.06.2026
Svizzera

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto