Il 14 giugno gli svizzeri voteranno sull’iniziativa “No ad una Svizzera con 10 milioni di abitanti”. Per Lorenzo Quadri il quadro è già chiaro: «I ticinesi sono già oggi una minoranza in casa propria». Un’affermazione che si inserisce in un contesto di forte crescita demografica e pressione sul territorio.
Negli ultimi vent’anni la popolazione svizzera è aumentata di 1,8 milioni di abitanti. «Senza contare asilanti, frontalieri e sans papier», sottolinea Quadri. In Ticino, aggiunge, «gli abitanti sono circa 350mila, ma quotidianamente sul territorio si trova mezzo milione di persone», con conseguenze dirette su traffico, infrastrutture e costi pubblici.
Secondo Quadri, il problema è destinato ad aggravarsi con gli accordi con Bruxelles: «Il trattato di sottomissione incrementerebbe in modo importante l’immigrazione». E ancora: «Con la direttiva UE sulla cittadinanza, dopo cinque anni gli stranieri avranno diritto al permesso C», definito «di fatto il passaporto svizzero senza diritto di voto».
Il consigliere nazionale richiama anche i dati federali: «Il 41% della popolazione ha trascorsi migratori». E conclude: «L’inforestieramento è palese». Da qui la posta in gioco del 14 giugno: porre un limite oppure proseguire sulla strada attuale.
Fonte: Lorenzo Quadri





