Peter Spuhler, storico esponente dell’UDC e presidente del consiglio d’amministrazione di Stadler Rail, si è espresso nettamente contro l’iniziativa popolare del suo partito per limitare la popolazione residente della Svizzera a 10 milioni di abitanti.
In un’intervista alla Samstagsrundschau di SRF, l’imprenditore sangallese ha annunciato che voterà No il prossimo 14 giugno, definendo la proposta «zu scharf und zu extrem» (troppo dura e troppo estrema).
«Sono d’accordo con l’UDC sul fatto che l’immigrazione sia troppo elevata e debba essere regolata», ha dichiarato Spuhler. «Tuttavia, un tetto rigido alla popolazione residente mi sembra l’approccio sbagliato». L’ex parlamentare ha sottolineato la necessità per l’economia svizzera di poter continuare ad attrarre lavoratori qualificati, in particolare nei settori dell’industria, della ricerca e della sanità.
L’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni!” (ufficialmente denominata “Iniziativa per la sostenibilità”) chiede di fissare un limite massimo di 10 milioni di residenti permanenti entro il 2050. In caso di superamento della soglia dei 9,5 milioni, il Consiglio federale dovrebbe adottare misure correttive, anche attraverso la rinegoziazione o la denuncia di accordi internazionali, tra cui potenzialmente quello sulla libera circolazione delle persone con l’UE.
La presa di posizione di Spuhler rappresenta un segnale di dissenso interno all’UDC, partito che sostiene compatta l’iniziativa. Il suo intervento è stato ripreso dalla campagna “Nein zur Chaos-Iniziative”, che utilizza le sue dichiarazioni per invitare a respingere il testo.
Da parte sua, l’UDC ha difeso il proprio progetto, sottolineando che rappresenta l’unica risposta concreta al forte aumento demografico degli ultimi anni e alla pressione sulle infrastrutture, sugli alloggi e sul paesaggio.
Peter Spuhler, 67 anni, è una figura di spicco del mondo economico elvetico. Dopo aver guidato per decenni Stadler Rail, azienda attiva nella costruzione di materiale rotabile esportato in numerosi Paesi, mantiene un ruolo di primo piano nell’industria svizzera.





