Svizzera, 16 febbraio 2026

Lorenzo Quadri: "La Serafe – azienda incaricata di riscuotere il canone – nel 2024 ha versato 6 milioni di dividendi."

200 FRANCHI BASTANO - Il Telegiornale della RSI costa circa 13 milioni di franchi all’anno, il Quotidiano 10 milioni, i dibattiti attorno ai 12 mila franchi a puntata. A livello nazionale, lo sport costa 44 milioni all’anno.

Con il canone a 200 franchi – che resterebbe comunque uno dei più elevati d’Europa – la SSR avrebbe a disposizione 850 milioni di franchi all’anno, contando anche le entrate pubblicitarie. Somma destinata a crescere annualmente di quasi 20 milioni a seguito dell’immigrazione.
 

Queste poche cifre già rendono evidente che, per il servizio pubblico, un canone a 200 franchi è sufficiente. Del resto, lo ha ammesso anche la direttrice generale della SSR, Susanne Wille. Non pubblicamente, lì bisogna alimentare la narrazione catastrofista, ma a porte chiuse davanti a potenziali investitori: se anche passasse l’iniziativa “200 franchi bastano”, la SSR sarebbe comunque in grado di adempiere al proprio mandato.



 

Sette canali televisivi, 17 canali radiofonici, decine di piattaforme online e una presenza pervasiva sui social media: è evidente che un simile apparato ha ormai ben poco a che vedere col servizio pubblico. E continua a gonfiarsi: ad esempio, nel 2024 i costi operativi della SSR sono cresciuti di 39 milioni di franchi, il numero dei dipendenti si è avvicinato ai 7.200, un record. La Serafe – azienda incaricata di riscuotere il canone – nel medesimo anno ha dal canto suo versato 6 milioni di dividendi.
 

Dopo la votazione sull’iniziativa No Billag, la SSR avrebbe dovuto risparmiare e ridimensionarsi. Ha invece fatto l’esatto contrario. Ha sempre speso l’intero budget a propria disposizione. C’è da chiedersi se non si tratti di una mossa voluta per poi ricattare i cittadini con i posti di lavoro. Ma allora la domanda diventa un’altra: il canone serve a finanziare un servizio pubblico o un piano occupazionale?
 

E se il Partito socialista sostiene la campagna contro la riduzione del canone con ben 820 mila franchi, è forse perché il 75% dei giornalisti della SSR è di sinistra e, secondo un’indagine della ZHAW di Zurigo, oltre l’88% delle trasmissioni radiofoniche della RTS è di sinistra, quota che si può senza tema trasporre anche alla realtà della RSI?
 

In un mercato mediatico che è profondamente cambiato, costringere i cittadini a pagare un canone di 335 franchi all’anno non si giustifica più. Non a caso molti Stati hanno ridotto o addirittura abolito questo balzello, compreso un piccolo Paese bilingue come il Belgio. Ed è allora inutile riesumare il Gatto Arturo in un’ossessiva operazione nostalgia. Ai tempi del Gatto Arturo, la RSI era ben più piccola di oggi e il Telegiornale veniva trasmesso da Zurigo.
 

Simili trovate dimostrano solo che i fautori dell’intoccabilità del canone vanno avanti guardando nello specchietto retrovisore. Pertanto, sono destinati ad andare a sbattere.
 

Lorenzo Quadri
Consigliere nazionale
Lega dei Ticinesi 


Guarda anche 

UBS accusata di aver aiutato Ghislaine Maxwell a nascondersi

UBS avrebbe aiutato Ghislaine Maxwell, compagna del finanziere Jeffrey Epstein morto suicida in carcere nel 2019 e che sta scontando una pena di 20 anni per traffico di e...
02.04.2026
Svizzera

Dadò nei guai: decreto d’accusa per falsa testimonianza

Il Ministero pubblico ticinese ha chiuso gli accertamenti nel procedimento penale a carico del deputato Fiorenzo Dadò. Nelle scorse ore il Procuratore generale ...
01.04.2026
Ticino

Orgogliosi del Presidente del Centro dopo la condanna a 120 aliquote per falsa testimonianza!? Giorgio Fonio: "Ha agito in buona fede".

ILCENTRO - "Piena soddisfazione per il decreto d’abbandono per denuncia mendace verso il presidente cantonale Fiorenzo Dadò.” Con queste parole...
02.04.2026
Ticino

Fatte in Cina ma con la bandiera svizzera, On fa piegare le regole sulla “Swissness” (con lo zampino di Pechino?)

Può un prodotto recare la bandiera svizzera ma essere fabbricato all'estero. È la domanda a cui doveva rispondere l'Istituto federale svizzero della...
30.03.2026
Svizzera

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto