Svizzera, 05 giugno 2026

Winterthur, Quadri porta il caso a Berna: “Perché l’islamista non è stato espulso prima?”

Dopo l’attacco alla stazione, il consigliere nazionale della Lega interroga il Consiglio federale su revoca della cittadinanza, espulsioni e islam politico in Svizzera

Il caso Winterthur arriva a Berna. Lorenzo Quadri, consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi, ha depositato un’interpellanza al Consiglio federale dopo l’attacco avvenuto alla stazione della città zurighese, dove tre persone sono state ferite da un uomo armato di coltello. Il direttore della sicurezza del Canton Zurigo, Mario Fehr, ha definito l’episodio un atto terroristico e ha chiesto conseguenze severe nei confronti dell’aggressore.

Secondo le informazioni emerse, il presunto autore è un 31enne con doppia nazionalità svizzera e turca, già noto alle autorità e legato in passato all’ambiente islamista di Winterthur. Il suo nome viene collegato anche alla moschea An’Nur, chiusa anni fa dalle autorità per i legami con ambienti radicali. Un profilo che rende ancora più pesante la domanda politica posta da Quadri: perché, se il soggetto era noto da tempo, non si è intervenuti prima?

Nell’interpellanza il consigliere nazionale leghista chiede al Consiglio federale per quale motivo non sia stata avviata tempestivamente una procedura di revoca della cittadinanza svizzera, con conseguente espulsione. Quadri domanda inoltre se revoca ed espulsione verranno ora messe in atto, come invocato anche da Mario Fehr, e se il Governo intenda adottare una prassi più dura nei confronti degli estremisti islamici naturalizzati o stranieri presenti sul territorio svizzero.

Il testo va oltre il singolo caso di Winterthur. Quadri chiede infatti quante persone residenti in Svizzera siano oggi note ai servizi competenti come islamiste radicalizzate e potenzialmente pericolose, quante di queste siano cittadine svizzere, quante naturalizzate e quante straniere, con indicazione delle nazionalità. Chiede anche quante beneficino di prestazioni sociali, quante siano già state allontanate dalla Svizzera e se il Consiglio federale intenda finalmente prendere misure più incisive contro la diffusione dell’islam politico.

Se una persona aderisce all’estremismo islamico, frequenta ambienti radicali, viene monitorata per anni e poi colpisce in una stazione svizzera, il problema non è solo giudiziario. E riguarda la capacità dello Stato di prevenire, espellere e proteggere prima che sia troppo tardi.

Fonte: Interpellanza Lorenzo Quadri

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