Svizzera, 26 giugno 2026

Bruxelles e Berna negoziano una partecipazione della Svizzera al Patto della migrazione UE

Berna e Bruxelles cominceranno presto i negoziati sulla partecipazione della Svizzera al meccanismo di solidarietà dell'Unione europea (UE) in materia di asilo. Giovedì, il Consiglio dell'UE ha dato il via libera alla Commissione europea per l'avvio dei colloqui con la Svizzera.

Riunitosi a Lussemburgo, il Consiglio dell'UE, che rappresenta i governi dei 27 Stati membri, ha adottato il mandato negoziale necessario. La Commissione europea è quindi ora autorizzata a condurre i colloqui con Berna per conto dell'UE. Da parte svizzera, il Consiglio federale aveva già approvato il proprio mandato negoziale a dicembre.

Il meccanismo di solidarietà fa parte del Patto europeo su asilo e migrazione, entrato in vigore a metà giugno. Il suo obiettivo è sostenere gli Stati membri situati alle frontiere esterne dell'UE, che si trovano ad affrontare una significativa pressione migratoria, nella gestione delle procedure di asilo. A tal fine, gli altri Stati membri dovranno accogliere i richiedenti l'asilo dei paesi situati ai confini Schengen, versare un contributo finanziario e fornire supporto operativo, ad esempio fornendo personale.



In quanto Stato associato agli accordi di Schengen e Dublino, la Svizzera aderisce solo parzialmente al patto e il meccanismo di solidarietà non ne fa parte. Tuttavia, il Parlamento e il Consiglio federale hanno deciso che la Confederazione potrebbe partecipare su base volontaria.

Nell'adottare il mandato negoziale, il Consiglio federale ha chiarito di non voler assumere impegni vincolanti. La Svizzera intende decidere autonomamente, ogni anno, se partecipare alle misure di solidarietà e, in caso affermativo, in quale forma.

Durante la consultazione, le commissioni per gli affari esteri del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati si sono opposte all'accoglienza dei richiedenti asilo in Svizzera. In dichiarazioni pubblicate a gennaio, hanno sostenuto che la Confederazione svizzera dovrebbe contribuire solo attraverso aiuti finanziari o altre forme di solidarietà. Ora nulla sembra ostacolare l'avvio dei negoziati tra Berna e Bruxelles. Tuttavia, non si prevede che si arrivi a un accordo prima del 2028, come indicato in precedenza da un portavoce della Segreteria di Stato per la Migrazione (SEM).

Guarda anche 

La doppia maggioranza potrebbe affossare gli accordi con l'UE ancora prima che siano votati dal popolo

La questione che più di tutte sta tenendo occupato il Parlamento è senza dubbio quella degli accordi con l'UE, anche detti Bilaterali III. E altrettanto...
09.10.2026
Svizzera

Biasca, Sanvido rilancia: «Quanto ci costa la crimininalitä d'importazione?»

Il fatto di sangue avvenuto il 5 ottobre a Biasca riapre il dibattito sulla sicurezza in Ticino. Dopo una lite, un 21enne italiano residente in Leventina è stat...
08.10.2026
Ticino

Bollette, Meloni sfida Bruxelles: basta regole che rincarano l’energia

Italia e Cechia preparano una pressione congiunta sulle regole energetiche dell’Unione europea. Secondo Reuters, Giorgia Meloni e Andrej Babiš puntano a p...
09.10.2026
Mondo

Criminalità d’importazione, Piccaluga: «L’accoglienza comporta il rispetto delle nostre leggi»

Il fatto di sangue avvenuto a Biasca arriva ora sui banchi del Gran Consiglio. Daniele Piccaluga, per il gruppo parlamentare della Lega dei Ticinesi, ha presentato un&...
09.10.2026
Ticino

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto