Ticino, 01 luglio 2026

"Benzina giù di 20 centesimi: prima chi ci guadagnava?" Minotti interroga il Consiglio di Stato

A Bellinzona l’arrivo di un nuovo concorrente ha fatto crollare i prezzi in pochi giorni. Minotti interroga il Governo: il mercato era davvero libero?

L’arrivo di un nuovo operatore nel mercato dei carburanti a Bellinzona ha prodotto un effetto immediato: nel giro di pochi giorni diversi distributori della regione hanno abbassato i prezzi della benzina e del diesel di circa 20 centesimi al litro. Un calo netto, visibile, difficilmente archiviabile come semplice coincidenza.
 

A sollevare il caso è un’interrogazione presentata il 1° luglio da Mauro Minotti, deputato della Lega dei Ticinesi, con il sostegno di Boris Bignasca, Daniele Piccaluga, Omar Balli, Michele Guerra, Andrea Sanvido, Stefano Tonini, Sem Genini, Stefano Quadri e Raffaella Zucchetti.
 

Il dato politico è semplice: se la benzina senza piombo 95 è passata in pochi giorni da circa 1.89 a 1.69 franchi al litro, allora qualcosa nel mercato merita una spiegazione. Per gli automobilisti ticinesi, già confrontati con premi, affitti, imposte, energia e spesa quotidiana sempre più pesanti, venti centesimi al litro non sono un dettaglio.
 


 

La domanda posta al Consiglio di Stato è quindi diretta: come si spiega una riduzione generalizzata di questa portata in così poco tempo? Il Governo ritiene che il calo sia dovuto esclusivamente all’arrivo di un nuovo concorrente? E soprattutto: il mercato ticinese della distribuzione di carburanti è davvero concorrenziale?
 

L’interrogazione chiede inoltre se il Consiglio di Stato intenda segnalare il caso alle autorità federali competenti, in particolare alla Commissione della concorrenza, affinché venga verificato se il mercato abbia funzionato correttamente o se i consumatori abbiano pagato per anni prezzi ingiustificatamente elevati.
 

Il punto è concreto. Se oggi il carburante può essere venduto a 20 centesimi in meno al litro senza mandare in perdita i distributori, i cittadini hanno il diritto di sapere perché fino a ieri dovevano pagarlo molto di più. Non si tratta di polemica contro chi lavora nel settore, ma di trasparenza verso chi ogni giorno fa il pieno per andare al lavoro, portare i figli a scuola o semplicemente muoversi in Ticino.
 

Ora la palla passa al Consiglio di Stato. Servono risposte chiare, non giri di parole. Perché quando un nuovo concorrente basta a far scendere i prezzi in pochi giorni, il dubbio che prima il mercato non fosse poi così libero viene spontaneo.

Fonte: Interrogazione parlamentare di Mauro Minotti, Lega dei Ticinesi

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