Sport, 30 marzo 2023

“Dave Gardner, un maestro. Cambiò la nostra mentalità”

L’ex compagno di squadra Cesare Zamberlani ricorda il giocatore canadese

AMBRÌ - Dave Gardner, scomparso nei giorni scorsi all’eta di 70 anni, è stato uno dei giocatori più importanti della storia dell’Ambrì Piotta e anche uno degli stranieri più forti mai visti sulle piste elvetiche. Arrivò in Leventina nel 1980, proveniente dai Philadelphia Flyers: fu l’allora direttore sportivo Bertino Guscetti a scovarlo attraverso chissà quali contatti nordamericani: in Leventina in fatto di rapporti con l’estero erano maestri. Dave, canadese di Toronto, era un centro dotato di uno straordinario fiuto del gol, un regista a tutto campo molto abile nel saper leggere le situazioni. Innumerevoli le reti e gli assist messi al servizio dei biancoblù dal 1980 al 1983 prima di finire la sua carriera a Visp. Fu soprattutto grazie a lui che la società ticinese ottenne la promozione in Lega Nazionale A nel 1982. Fu proprio il nativo dell’Ontario a realizzare il gol decisivo a Sierre.


In linea con Fiorenzo Panzera e Cesare Zamberlani, nell’anno dell’ascesa nella massima serie totalizzò 88 punti (in 38 partite). Per ricordare il grande attaccante canadese nei giorni scorsi abbiamo sentito l’indimenticato Kuki, ala destra di quell’HCAP che ancora oggi è ricordato dai tifosi più in là con gli anni. 


Cesare Zamberlani: che ricordo ha del suo compagno di squadra Dave Gardner? 
Quando ho appreso la notizia della sua morte, ci sono rimasto molto male. Dave per me è stato un maestro: serio professionista, di poche parole, generoso e dispensatore di consigli ai più giovani e naturalmente un leader sul ghiaccio. Non posso che parlarne in bene. La sua presenza e il suo modo di giocare cambiarono l’Ambrì e la nostra mentalità. Insieme ad un grande allenatore come Jiri Kren, formava la colonna portante della squadra. 


La linea Panzera-Gardner-Zamberlani è diventata ormai leggendaria nell’immaginario dei tifosi biancoblù. 
Con lui tutto era più facile. Dettava i tempi e il ritmo del gioco e con i suoi assist mi creava occasioni da gol incredibili. Non nego che quello è stato il miglior periodo della mia carriera. Al suo fianco, del resto, non era difficile emergere.


Gardner si costruì la fama anche di grande persona. 
Non era di molte parole, però sapeva trasmettere calma e sicurezza. Un uomo che seppe guadagnarsi tutta la stima e l’affetto del popolo biancoblù. Dave era molto attaccato alla famiglia ma non disdegnava di conoscere la nuova realtà in cui era stato per così dire paracadutato. Lo si trovava spesso in paese a colloquiare con la gente: non parlava italiano ma si faceva comunque capire. 


Altri tempi, oggi gli stranieri (o quasi tutti) non vivono più in Valle.
A lui piaceva l’aria della Leventina e il contatto con la gente. E viveva appieno questo contesto: la mattina si allenava sul ghiaccio praticamente da solo, gli altri erano tutti dilettanti, e durante la giornata lo trovavi in giro con la moglie e il figlioletto Ryan.


Memorabile fu la promozione in LNA del 1982. Con Gardner grande regista. 
A Sierre eravamo sul 2-2 e a meno di due minuti dalla sirena finale andò a segnare la rete decisiva, quella che in pratica ci permise di strappare il biglietto per la massima serie. Se non mi sbaglio l’assist decisivo fu di Henri Loher. Vi lascio immaginare la festa subito dopo il match e al ritorno ad Ambrì. Ricordo che quella fu una trasferta molto complicata: al venerdì eravamoandati in ritiro a Losanna e il giorno dopo ci furono problemi di traffico nei pressi di Martigny. Il torpedone venne bloccato e così fummo costretti a prendere il treno per arrivare per tempo in Vallese. Quando ci presentammo alla patinoire di Graben mancavano appena quindici minuti all’inizio della sfida. Che tempi! 


Quando ha visto per l’ultima volta Gardner? 
Se non sbaglio nel novembre del 2015 quando venne in Leventina per una visita. Ma lo trovai stanco e purtroppo declinante. Forse non stava bene di salute. Con lui se ne va un pezzo importante della mia gioventù, che non scorderò mai. Lottammo e sudammo tantissimo ma ci divertimmo pure.

M.A.

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