Doveva diventare una protagonista internazionale nel lancio del peso e del disco. Per promuovere la DDR, per affermare la supremazia del comunismo nel mondo. Non solo nella politica o con gli eserciti ma anche nello sport. A soli 13 anni conobbe Manfred Ewald, il vero artefice del sistema doping tedesco orientale, colui che impartiva gli ordini allo staff medico: somministrare ai ragazzi e alle ragazze sostanze proibite e nocive per trasformarli/e in atleti-robot, perfetti e imbattibili. La Krieger fu oggetto di una vero e proprio cambiamento fisico: non solo perché a soli 15 anni riusciva già a lanciare il peso ad oltre 14 metri, ma anche perchè il suo aspetto diventava sempre più mascolino. Ma presto iniziarono i problemi, presto cominciò la decadenza fisica. Forti dolori muscolari la costrinsero a sottoporsi a delle cure fin quando nel 1991 decise di ritirarsi. Un dramma.
Scoprì poi che i guai le furono provocati da uno steroide che le era stato somministrato per anni: l’Oral-Turinabol. Qualche anno dopo, afflitta nel corpo e soprattutto nell’ anima (provò anche a suicidarsi), Heidi decise di cambiare sesso e diventò Andreas Krieger. In un’intervista Andreas disse che le sostanze che assumeva inconsciamente lo avevano trasformato in una persona in cui non si riconosceva più e perciò lottò strenuamente contro coloro che l’avevano ridotto così. Sino a quando ottenne la condanna di Manfred Ewald e dei suo sgherri. Oggi Andreas vive una vita normale con sua moglie Ute Krause, una ex nuotarice, ma di certo non dimenticherà mai il suo passato.
Il “carnefice” di Heidi Krieger si chiamava Manfred Ewald e per un trentennio è stato il numero 1 dello sport della Germania Orientale (o DDR). Membro del comitato centrale del Partito comunista e presidente del CIO nazionale, ha diretto a lungo (dal 1961 al 1988) il Gruppo di lavoro mezzi di sostegno per atleti, una specie di centrale del doping che ha coinvolto oltre un centinaio di persone. Fu lui, con il suo più stretto collaboratore Manfred Hoeppner, a provocare gravi lesioni a una ventina di giovani atlete, fra le quali anche delle minorenni, con la somministrazione, a loro insaputa, di ormoni maschili. E per questo motivo fu condannato a 22 mesi di prigione, sospesi con la condizionale, per il doping imposto
agli atleti del suo paese.
Alla base della sua incriminazione ci fu la denuncia di 22 ex atlete che testimoniarono poi al processo di aver riportato gravi e permanenti danni fisici a causa di un preparato a base di steroidi anabolizzanti imposto loro dai vertici dello sport tedesco-orientale. Effetti come il mutamento della voce, le malformazioni fisiche, le malattie gravi come il cancro.
Alla base della sua incriminazione ci fu la denuncia di 22 ex atlete che testimoniarono poi al processo di aver riportato gravi e permanenti danni fisici a causa di un preparato a base di steroidi anabolizzanti imposto loro dai vertici dello sport tedesco-orientale. Effetti come il mutamento della voce, le malformazioni fisiche, le malattie gravi come il cancro.