Ticino, 23 aprile 2022

Valchiavenna, manca la manodopera: "Sono tutti in Svizzera"

“Io lavoro in una vetreria a St.Moritz. Sapete quanto guadagno? Il triplo rispetto a quando facevo il cameriere in Italia. Se trovassi un lavoro vicino a casa che mi permette di mantenere quattro figli e pagare il mutuo è chiaro che tornerei, ma il divario è troppo alto”.

Davide, 38 anni, è un frontaliere della Valchiavenna e ogni giorno varca il confine per lavorare e assicurare un futuro ai propri figli. “In Italia – aggiunge – prendevo 1’600 per fare il cameriere. Non arrivavo a fine mese”. La sua voce è la stessa di tutti gli oltre seimila frontalieri della Valchiavenna. “In Svizzera si guadagna il triplo, è normale che poi manca il personale dall’altra
parte del confine”.

La situazione “è drammatica. Albergatori e ristoratori non riescono a coprire il fabbisogno”, confida al Corriere della Sera il sindaco di Chiavenna Luca Della Bitta. In Valchiavenna, il 30% delle imprese cerca manodopera, ma non si trova. Il motivo lo spiega il titolare di una ditta di arredamenti.

“Io posso offrire fino a 3mila euro a un falegname con esperienza. In Svizzera ne prenderebbe almeno 4’500. Il Paese è destinato a svuotarsi e il tessuto economico a morire”. “La verità – aggiunge un ristoratore – è che dovremmo copiare il modello svizzero. Servono degli sgravi fiscali per le aziende. Altrimenti, qui si fa dura”.

Guarda anche 

Tre 17enni aggredite di notte a Lugano: «Il Municipio cosa aspetta ad agire?»

Tre ragazze di 17 anni sarebbero state aggredite a Lugano mentre rincasavano, attorno all’una di notte, dopo una festa di compleanno. Secondo quanto riportato in...
07.09.2026
Ticino

Trasparenza dei finanziamenti: la Lega rende pubblici i dati 2025 e completa la procedura

In relazione alle notizie concernenti la comunicazione delle entrate relative al 2025, la Lega dei Ticinesi prende atto delle verifiche in corso e intende fare piena c...
04.09.2026
Ticino

Un NO deciso e motivato all’iniziativa sull’alimentazione

Moderato dal presidente dell’Unione Contadini Ticinesi, Omar Pedrini, il Comitato ticinese per il NO ha presentato alla stampa e alla popolazione le sue ragioni....
01.09.2026
Ticino

Educazione sessuale a scuola, il corso è obbligatorio: chi decide contenuti e limiti?

Un corso obbligatorio per docenti e direzioni della scuola dell’obbligo ticinese solleva interrogativi in Gran Consiglio. Con un’interpellanza presentata o...
03.09.2026
Ticino

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto