Ticino, 28 gennaio 2022

Il Governo vuole rinnovare la rendita ponte Covid

Rinnovare il periodo di validità degli aiuti in favore dei lavoratori indipendenti e di quelli salariati che non possono beneficiare di indennità ai sensi della Legge sull’assicurazione contro la disoccupazione (LADI), in funzione delle conseguenze della pandemia di COVID-19. È con questo obiettivo che il Consiglio di Stato, su proposta del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) e dando seguito agli auspici del Gran Consiglio, propone di rinnovare la Prestazione ponte COVID, con effetto retroattivo al 1 gennaio 2022, per un periodo di almeno sei mesi, prorogabile fino a fine 2023.


La Prestazione ponte COVID è una misura supplementare e complementare al sistema federale e cantonale di sicurezza sociale, e agli aiuti puntuali erogati dalla Confederazione, dal Cantone, dai Comuni e dagli enti attivi sul territorio.

Questa misura si rivolge in modo mirato alle persone che stanno attraversando un periodo di difficoltà economica a causa della pandemia di COVID-19, con particolare attenzione ai lavoratori indipendenti e ai lavoratori dipendenti che non possono beneficiare di indennità ai sensi della Legge sull’assicurazione contro la disoccupazione (LADI) che si trovano temporaneamente in difficoltà poiché esclusi da altre forme di aiuti federali e cantonali.

La prestazione è entrata in vigore il 1 marzo 2021, dopo l’approvazione del Parlamento del 26 gennaio 2021. Durante i primi mesi dalla sua entrata in vigore e in considerazione dei costanti mutamenti dettati dalla pandemia nel quadro normativo delle prestazioni di sostegno, il Consiglio di Stato, in collaborazione con i Comuni, ha tempestivamente proposto un adeguamento dei criteri di accesso e di calcolo alla
prestazione, pur mantenendone il carattere mirato e straordinario.

Queste modifiche, che hanno permesso di abbassare le soglie di accesso, allargare la cerchia dei beneficiari e accrescere gli importi concessi, sono state approvate dal Parlamento il 31 maggio 2021 e sono entrate in vigore con effetto retroattivo dal 1. maggio, con scadenza 31 dicembre.

Durante il 2021 i Comuni hanno ricevuto 2’221 domande delle quali 1’457 sono state evase con esito positivo (66%), per un contributo erogato totale di franchi 2'274'461.95. Grazie alla consulenza individualizzata, alcuni cittadini sono stati indirizzati verso altri servizi o prestazioni di supporto.

L’esperienza condotta durante il 2021, debitamente monitorata grazie al coinvolgimento dei Comuni, ha permesso di osservare una leggera riduzione del numero di persone al beneficio delle prestazioni di aiuto sociale (assistenza) e dunque nel complesso di valutare positivamente l’impatto di questa prestazione.

Con questa proposta di rinnovo il Consiglio di Stato intende altresì dar seguito agli auspici del Parlamento, che in occasione della recente approvazione del Preventivo ha auspicato una proposta di rinnovo della prestazione di sei mesi, a partire dal 1. gennaio 2022.

Il Messaggio che viene sottoposto al Gran Consiglio prevede l’entrata in vigore della Prestazione con effetto retroattivo al 1. gennaio 2022, per un periodo di almeno sei mesi, prorogabile fino a fine 2023.

Con questa formula il Consiglio di Stato potrà decidere in modo flessibile se continuare a mantenere questo strumento, in funzione dell’evoluzione delle conseguenze economiche della pandemia e delle misure di sostegno messe in atto dalla Confederazione.

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