Svizzera, 07 ottobre 2021

Campagna di vaccinazione del Consiglio federale, pesanti critiche da parte dei Cantoni

Una settimana nazionale di vaccinazione, unità mobili, chiamate, visite a domicilio e un bonus di 50 franchi per convincere amici e parenti a vaccinarsi: queste sono le misure proposte la settimana scorsa dal Consiglio federale per rilanciare le vaccinazioni in Svizzera. Il progetto è attualmente in consultazione con i cantoni, e fra le risposte finora disponibili il meno che si possa dire è che il progetto fa l'unanimità.

"Un enorme spreco di risorse", "una massiccia intrusione nella sfera privata", "un rischio di aggressione verbale o fisica", "un'enorme disparità di trattamento": i termini usati dal Consiglio di Stato di Neuchâtel mostrano l'accoglienza gelida che è stata riservata dai Cantoni alle proposte del Consiglio federale.

L'idea di un buono di 50 franchi per le persone che convincono un parente a farsi vaccinare non è sostenuta da quasi nessuno. "Siamo fermamente contrari a qualsiasi pagamento per una procedura sanitaria. Questo creerebbe un precedente molto problematico e potrebbe, per esempio, aprire la porta alla mercificazione delle donazioni di organi e di sangue", teme il Canton Neuchâtel, che vede questo come un vero "problema etico".

Un'altra misure molto criticata riguarda le chiamate e le visite a domicilio alle persone non vaccinate. Neuchâtel dice che è impraticabile: "non c'è una lista di non vaccinati, quindi dovremo chiamare otto persone fino a trovare, statisticamente, un non vaccinato e sperare che non riattacchi?" Anche il canton Vaud non ne vuole sapere di questa misura, ma sostiene l'impiego di unità mobili, soprattutto dove i tassi di vaccinazione rimangono bassi.


Fra i responsi disponibili ai media, si nota come i cantoni della Svizzera orientale sono particolarmente critici. Il canton San Gallo rifiuta la maggior parte delle misure come non efficaci né fattibili. Questa posizione è appoggiata anche dal cantone di Turgovia.

Per quest'ultimo, l'idea di buoni di 50 franchi per le persone che convincono altri a farsi vaccinare è "una presa in giro". San Gallo considera la misura "non giustificabile". In linea di principio, sono d'accordo che sono necessari ulteriori sforzi per aumentare il tasso di vaccinazione. Ma "la decisione non dovrebbe essere presa da ulteriori pressioni o sulla base di incentivi finanziari, ma sulla base di considerazioni sociali e sanitarie", dice il governo di San Gallo. Turgovia critica anche gli "incentivi sbagliati" che vengono messi in atto.

I cantoni della Svizzera orientale sono anche scontenti del piano di schierare 170 squadre mobili di vaccinazione supplementari in tutta la Svizzera e di inviare consulenti in tutte le regioni del paese per incoraggiare gli indecisi. Il canton San Gallo afferma che "i servizi di informazione sono già disponibili per la popolazione in vari modi". Il cantone utilizza già unità mobili di vaccinazione. A suo parere, non ce n'è un ulteriore bisogno. Più contenuto, Lucerna indica il carico di lavoro supplementare per i cantoni e il rischio di falsificazione dei buoni. Zurgo dice che la decisione di essere vaccinati è individuale e dovrebbe essere considerata senza essere influenzata da incentivi finanziari. Basilea Città, invece, è fra i pochi ad essersi detto favorevole alle proposte della Confederazione. Anche Sciaffusa hanno sottolineato l'impossibilità di attuare un canvassing mirato.

Solo la proposta per una settimana nazionale di vaccinazione, che si terrà a novembre, sembra avere l'approvazione dei cantoni che si sono espressi finora.

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