Mondo, 19 luglio 2020

A Bruxelles i paesi UE non riescono a mettersi d'accordo su un piano di rilancio

La situazione era ancora in stallo all'inizio della serata di sabato sera del vertice UE a Bruxelles. I leader dell'UE stavano cercando di raggiungere un compromesso su un massiccio piano di recupero post-coronavirus sulla base di una proposta riveduta.

Mentre la proposta del presidente del Consiglio europeo Charles Michel, riportata dall'agenzia AFP, "gode di un forte sostegno", secondo una fonte vicina alle discussioni, il processo è rimasto "difficile e laborioso", secondo un'altra fonte europea.

Su Facebook, poco prima delle 18, il Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte ha definito le trattative "molto più difficili del previsto", riferendosi addirittura a una "situazione di stallo" senza fornire ulteriori dettagli.

In precedenza, un diplomatico olandese ha ammesso che la proposta presentata al mattino era "un passo nella giusta direzione", secondo questa fonte, il cui paese è comunque uno dei più recalcitranti, insieme agli altri tre Stati cosiddetti "frugali" (Austria, Danimarca, Svezia) e alla Finlandia.

Il primo ministro olandese Rutte, in prima fila a rappresentare il club dei Paesi frugali, ha proposto che, per poter accedere ai fondi UE, i Ventisette membri debbano prima elaborare un piano di riforme da sottoporre all’approvazione, all’unanimità, del Consiglio europeo. L’Italia, insieme calla Spagna di Pedro Sanchez, è rimasta ferma nella sua posizione: il piano non può essere esaminato dal Consiglio ma deve essere la Commissione, con la sua imparzialità, a valutarlo.

Secondo quanto riferisce la testata italiana Repubblica, a quel punto al secco no di Conte alla proposta olandese, Rutte avrebbe fatto riferimento al Mes: “Ma se avete bisogno di soldi, perché non chiedete il Mes che abbiamo appena rifatto esattamente come lo volevate voi? Se dobbiamo fare nuovo debito pretendo di sapere a cosa serviranno i fondi”.

"Le
discussioni sono più intense che mai sulla (...) governance, l'entità del fondo di stimolo e lo sconto", ha detto un'altra fonte diplomatica, che si aspettava che Michel mettesse a tavola una terza versione della sua proposta con i 27, rivista dopo una serie di piccoli gruppi e incontri bilaterali.

Venerdì era finito in grande tensione di fronte all'inflessibilità dell'Olanda. Con la sua nuova proposta, Charles Michel, il mediatore del vertice, spera di cambiare la posizione delle parti recalcitranti offrendo concessioni, in particolare sulla divisione tra sovvenzioni e prestiti, nonché sulle condizioni di pagamento del denaro.

Il nuovo piano, basato su una proposta del Cancelliere tedesco Angela Merkel e del Presidente francese Emmanuel Macron, prevede sempre un importo di 750 miliardi di euro, ma i fondi sono ora costituiti da 300 miliardi di prestiti e 450 miliardi di sovvenzioni, a fronte di un rapporto iniziale di 250-500 miliardi. I "frugali" preferiscono chiaramente i prestiti alle sovvenzioni.

Michel propone anche un meccanismo in base al quale un paese che ha delle riserve su un piano di riforma presentato da un altro Stato in cambio di questi aiuti può "entro tre giorni" aprire un dibattito "entro tre giorni" con 27 paesi, sia prima del Consiglio europeo che prima dei ministri delle Finanze dell'UE.

Questa idea risponde all'auspicio del primo ministro olandese Mark Rutte, che venerdì ha chiesto che questi piani nazionali siano convalidati all'unanimità per garantire l'utilizzo dei fondi, una richiesta che ha irritato molti Stati membri.

Da parte spagnola (che insieme all'Italia sarebbe il principale beneficiario del fondo), una fonte diplomatica ha affermato che è "positivo che l'importo totale del fondo di recupero sia mantenuto". Ma il meccanismo concesso agli Stati membri per controllare i piani di recupero "rimane un ostacolo", ha aggiunto la stessa fonte.

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