Ticino, 18 maggio 2020

"Mia sorella, una persona a cui non potevi non voler bene": il ricordo della vittima di Giubiasco

Il giorno dopo a Giubiasco ci sono il dolore e lo sgomento. Nessuno crede a quel che è successo ieri, un doppio omicidio e un suicidio come si vedono di solito alla tv e ogni tanto accadono a due passi da casa, come ieri.

Dopo il fratello dell’uomo ucciso, attraverso il Corriere del Ticino ha parlato quello della vittima. La donna veniva dall’Ungheria, da Budapest ed è lì che i suoi parenti hanno saputo della sua morte. “Mia cara sorella... ti amo. Forever. Non si può descrivere il dolore che provo”, ha postato, parlando poi della 47enne, che viveva in Svizzera da una ventina d’anni, lavorando sempre come cameriera, in un ristorante, in una stazione di servizio e dal 2018 nell'Osteria degli Amici di Giubiasco, dove è stata uccisa. A detta di un frequentatore abituale, era felice di essere tornata al lavoro.

Si stava separando dall’uomo che ieri l’ha uccisa, conosciuto una quindicina
d’anni fa. “Era una bella persona, molto buona, altruista. Non si poteva non volerle bene”, l’ha ricordata il fratello.
Con l’attuale compagno si è incontrata per la prima volta nel 2019 (confermando dunque i tempi citati dal fratello dell’uomo).

La Regione ha rilevato il dettaglio che al momento del dramma i tre erano soli all'Osteria, che avrebbe chiuso di lì a poco. Era stata la donna a esortare i clienti presenti sino a poco prima che si sarebbe presto abbassata la serranda. I tre si erano dati appuntamento, ci si chiede? L'omicidio era premeditato?

Gli inquirenti stanno indagando, anche se come noto pure l'omicida 64enne, ex poliziotto, è morto. Egli aveva già vissuto un divorzio e probabilmente aveva problemi legati alla separazione dalla 47enne.
Qualcuno ha riferito di averlo notato arrivare qualche volta all'Osteria poco dopo il compagno della donna.

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