Ticino, 02 aprile 2020

Grazie ai volontari... e qualche raccomandazione

In questi tempi grami di pandemia tante persone si danno da fare per gli altri. Non solo a titolo professionale, ma anche come volontari. Quasi due settimane fa il Consiglio di Stato ha emanato il divieto di fare la spesa per gli “over 65”. Sulla tenuta nel tempo di questo divieto - che non ha una base legale ed il cui valore può al massimo essere quello di un’esortazione - sono aperte le scommesse. Al di là del divieto, se gli anziani restano in casa, per il loro bene, è meglio.

Dall’introduzione del divieto di spesa per chi ha più di 65 anni i volontari della spesa, che si recano a fare acquisti per gli anziani o per gli invalidi, sono diventati fondamentali. I volontari possono essere inquadrati in associazioni riconosciute, che si mettono a disposizione dei rispettivi Comuni, i quali coordinano le richieste di spesa a domicilio.

Ma ci sono anche tanti cittadini che - magari non potendo lavorare
- si sono messi a disposizione delle associazioni; oppure, in modo più informale, di vicini e conoscenti. Un paio di raccomandazioni sembrano tuttavia opportune:

- Alcuni Comuni hanno creato, per i volontari che vanno a fare la spesa per gli anziani, degli appositi tesserini. E’ importante che il titolare del tesserino possa avere una precedenza nell’accesso ai negozi. Altrimenti, se deve sorbirsi tutte le code, chi deve fare tante spese non ci riesce.

- Un appello a chi beneficia della spesa a domicilio: per favore non chiedete ai volontari di fare le compere in cinque grandi magazzini diversi, o di portarvi 50 bottiglie d’acqua minerale, o di consegnarvi la spesa nel giro di un’ora, perché altrimenti… non ce la fanno! E se le arance o i pomodori comprati non sono proprio come quelli che avreste acquistato voi, portate pazienza.

Lorenzo Quadri, municipale di Lugano  

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