Mondo, 25 febbraio 2020

Dal 2015 almeno 104 terroristi sono arrivati in Europa grazie all'immigrazione illegale

Sono almeno 104 i terroristi, perlopiù jihadisti dell'ISIS, che sono entrati nel continente europeo tra il 2014 e il 2018 fondendosi con la massa di migranti e, di questi, almeno 29 di loro alla fine hanno commesso o partecipato ad attacchi terroristici. È quanto emerge da un recente studio americano condotto dall'analista Todd Bensman del Center for Immigration Studies (qui lo studio, in inglese).

Intitolato "Cosa può insegnarci la migrazione terroristica attraverso i confini europei sulla sicurezza dei confini americani", lo studio è stato scritto soprattutto per evitare che le autorità americane commettessero gli stessi errori dell'Unione Europea nel 2015.

Bensman ricorda che tra il 2014 e il 2017 ci sono stati oltre 2,5 milioni di attraversamenti illegali ai confini dei 13 Stati membri dell'UE che si trovano ai margini dell'area Schengen. Queste frontiere, va ricordato, rappresentano 50 km in mare e quasi 9000 km a terra, mentre non vi è pressochè alcun controllo alle frontiere interne dell'UE.

A seguito degli attacchi di Parigi nel novembre 2015 e marzo 2016 a Bruxelles, è diventato chiaro che i terroristi dell'ISIS erano entrati nell'Unione mescolandosi agli immigrati clandestini.

Bensman osserva che l'impatto devastante della migrazione e del terrorismo sull'Europa e la risposta del continente ad esso sono stati poco documentati e studiati. Né sono sufficientemente evidenziati nel dibattito europeo sulla migrazione. Secondo l'esperto, almeno 104 islamisti estremisti sono entrati in Europa tra il 2014 e il 2018 con l'afflusso di migranti. Oggi, queste 104 persone sono state uccise o arrestate nei paesi in cui hanno commesso o pianificato di eseguire un attacco.

Dei 104 terroristi, 75 erano in contatto con l'ISIS e 13 con al-Nusra. Il resto era in qualche modo collegato a organizzazioni terroristiche più piccole. La loro età media era di 26 anni.
Dei 104, 29 sono stati coinvolti in 16 attacchi, che hanno causato 170 morti e 878 feriti.

Molti di loro furono implicati nei due più grandi attentati organizzati dallo Stato Islamico, quelli di Parigi (Bataclan) e di Bruxelles.

Una delle conclusioni più significative del rapporto Bensman è questa:

"La maggioranza dei terroristi migranti coinvolti in attacchi pianificati o eseguiti è stata sistematicamente collocata a tale scopo nei flussi migratori dalle organizzazioni terroristiche" si legge tra le conclusioni dello studio.

Nel 2016, l'Agenzia federale tedesca di intelligence aveva avvertito che gli attivisti dell'ISIS stavano cercando di entrare nell'UE mascherandosi da richiedenti l'asilo e venivano formati su come arrivarci. Il rapporto Bensman aveva anche osservato che i terroristi che sono entrati nell'Unione sono stati in grado di agire liberamente per una media di 11 mesi.
Il flusso organizzato di combattenti dello Stato islamico verso il continente europeo non si è tuttavia fermato, lo dimostra l'arresto dello scorso novembre in Svizzera di un terrorista che aveva richiesto asilo (ne parlavamo qui). In precedenza, era stato in grado di muoversi liberamente per il paese per sei mesi.

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