Opinioni, 30 gennaio 2020

Legittima difesa: dalla parte delle vittime

Il 9 febbraio voteremo sull’iniziativa a sostegno della legittima difesa. La richiesta dell’iniziativa è la seguente: a chi si è difeso da un’aggressione, e per questo motivo è stato accusato di eccesso di legittima difesa, ma poi è stato assolto, lo Stato deve rifondere non solo le spese dell’avvocato d’ufficio, bensì quelle dell’avvocato di fiducia (che in genere costa di più).

Tanto per cominciare, va detto che a trarre beneficio dall’iniziativa sono unicamente persone innocenti. Ovvero, che sono state prosciolte dall’accusa di aver ecceduto nel difendersi.
Questo è un primo punto fondamentale.

Altra questione: l’iniziativa non genererà affatto costi enormi (?) all’ente pubblico, come paventa qualcuno. Questo perché, per fortuna, i casi in cui verrebbe applicata sono rari. Ciò che è poco per la collettività è però tanto per il singolo che, senza il rimborso integrale proposto dall’iniziativa, rischia di trovarsi sul groppone svariate migliaia di franchi di spese legali. Mettiamoci dunque nei panni di questa persona: è stata aggredita da un delinquente; si è difesa; è stata accusata ingiustamente di aver “ecceduto” nel difendersi; è stata prosciolta; ed in più – dopo tutte queste traversie in cui si è trovata coinvolta senza colpa, ma come vittima - si trova pure a pagare spese legali a tre, se non a quattro zeri. L’ingiustizia è palese. Però, secondo la partitocrazia, lo Stato NON dovrebbe schierarsi dalla parte di questa vittima, garantendole almeno la copertura integrale delle spese legali. E intanto ogni anno paghiamo in media 5 milioni di franchi per la difesa d’ufficio di delinquenti, spesso e volentieri stranieri.

Ulteriore frottola: l’iniziativa promuoverebbe la giustizia “fai da te”. Integralmente falso. Come detto, l’iniziativa si applica solo a persone che sono state assolte da ogni accusa. L’eccesso di legittima difesa non viene depenalizzato. Rimane punibile, proprio come ora. Del resto, questa è materia federale. Non può essere modificata con una votazione cantonale.

L’iniziativa permette invece alle persone accusate di eccesso
di legittima difesa di beneficiare di una migliore rappresentanza legale, aumentando così le proprie possibilità di assoluzione. Questo va a beneficio in particolare delle vittime di aggressione che hanno pochi mezzi finanziari a disposizione, e dunque non si potrebbero pagare l’avvocato di fiducia.

C’è poi la questione dei casi cosiddetti “bagatellari”, che poi tanto bagatellari non sono: prevedono pene fino a 4 mesi di detenzione. In questi casi, a chi si è legittimamente difeso non viene rimborsata alcuna spesa. Risultato: chi non può pagarsi un avvocato deve rinunciare ad opporsi ad un’accusa ingiusta. Di conseguenza, finisce col venire condannato per un reato che non ha commesso.

Nell’arrampicata acrobatica sui vetri alla ricerca di argomenti contro l’iniziativa, i contrari – in particolare PLR e Sinistra, ormai sempre più difficili da distinguere – invocano anche una presunta disparità di trattamento tra chi è stato accusato ingiustamente di un qualsiasi reato, a cui viene riconosciuta la difesa d’ufficio, e chi è ingiustamente accusato di eccesso di legittima difesa, a cui le spese legali verrebbero integralmente risarcite. Ma questo trattamento differenziato si giustifica. La persona accusata a torto di eccesso di legittima difesa ha subito una doppia ingiustizia. Non è solo stata accusata di un reato che non ha commesso ma, prima, è stata pure aggredita, e senza alcuna colpa.

Il fatto che, come detto all’inizio, i casi di applicazione concreta dell’iniziativa siano pochi, non significa che il tema sollevato sia marginale. I numeri sono destinati ad aumentare. Sempre più scassinatori non si fanno scrupoli ad entrare nelle case in presenza degli abitanti. Chi si difende da un rapinatore penetrato in casa propria merita l’appoggio dello Stato.

Nel giugno dello scorso anno, la Regione Lombardia si è fatta un vanto di aver pagato le spese legali di un pensionato che aveva ucciso un ladro albanese introdottosi in casa sua. L’anziano, accusato di eccesso di legittima difesa, è poi stato assolto.

Il voto del 9 febbraio permette dunque di compiere una doverosa scelta di campo a sostegno delle vittime.

Lorenzo Quadri

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