Svizzera, 21 novembre 2019

Droga, alcool e furti: Il centro asilanti fuori controllo di Zurigo

Droga, alcool, violenza, furti, viavai di persone non autorizzate. “Centro asilanti fuori controllo” è il titolo di un articolo pubblicato mercoledì dalla NZZ per denunciare i gravi problemi di sicurezza sorti nel centro d’accoglienza di Juch, a Zurigo. L’ex responsabile della sicurezza del centro, Markus Giger, non usa mezzi termini. “Le bande criminali usavano il centro asilanti per smerciare droga e merci rubate - racconta - mentre la direzione dell’AOZ guardava dall’altra parte”.

AOZ sta per Asyl Organisation Zürich ed è una società che pur essendo no profit genera un fatturato di 247 milioni di franchi l’anno. Le era stata affidata la gestione del centro di Juch nell’ambito di un progetto pilota voluto dalla Confederazione per testare nuove modalità di accoglienza. Ma il tentativo si è rivelato un fallimento tanto che nel frattempo la gestione dei centri asilanti zurighesi è tornata in mano alla Segreteria di Stato della migrazione.

Giger spiega che parecchi richiedenti l’asilo sono arrivati al centro senza nulla in mano e sono ripartiti con grosse valigie piene di vestiti rubati. Di giorno andavano a fare vere e proprie razzie nei negozi della zona, sapendo che al centro non avrebbero dovuto sottostare
a nessun controllo. “Noi del personale di sicurezza - racconta - potevamo controllare le loro borse solo esternamente e non avevamo il diritto di perquisire le loro stanze, per rispetto della loro sfera privata”.

Così il centro è sprofondato nell’anarchia. Spaccio di droga, soprattutto cocaina, ricettazione di oggetti rubati, risse, consumo eccessivo di alcool e hashish… “La maggior parte del personale di AOZ non aveva la benché minima formazione in quest’ambito - racconta -. E noi della sicurezza avevamo l’ordine di tollerare. Non potevamo fare niente. Per questo ho deciso di andarmene”. Dopo la partenza di Giger, scrive la NZZ, la situazione è ulteriormente peggiorata. Fino alla chiusura del centro.

Oggi i richiedenti l’asilo sono stati trasferiti in una nuova struttura, sull’area Duttweiler. La gestione è passata in mano alla Sem, che ha raddoppiato la presenza di agenti di sicurezza. Essi, tutti agenti Securitas, controllano gli ospiti ogni volta che escono o entrano nel centro. E subito la sinistra ha iniziato a lamentarsene. Il municipale PS Raphael Golta aveva denunciato “pesanti ingerenze nella sfera privata dei richiedenti l’asilo”, i quali, poverini, non sono più liberi di spacciare e rubare.

Guarda anche 

Gli statuti S degli ucraini diventeranno permessi B nel 2027, per cantoni e comuni la fattura rischia di essere salata

Quando la Svizzera ha attivato lo status S per i rifugiati ucraini nel 2022, prevedeva una protezione temporanea che avrebbe consentito un rapido ritorno in Ucraina. Tutt...
19.05.2026
Svizzera

Un rapporto bacchetta la Confederazione per i costi sanitari dei richiedenti l'asilo (che sono decine di milioni di franchi l'anno)

Un audit pubblicato lunedì ha quantificato per la prima volta i costi dell'assistenza sanitaria nei centri federali per richiedenti asilo, rivelando numerose c...
13.05.2026
Svizzera

A Zurigo decine di pazienti erano morti sotto la sua direzione, oggi lavora in Italia come se niente fosse successo

Il cardiochirurgo italiano Francesco Maisano è al centro di uno degli scandali medici più gravi mai avvenuti in Svizzera, eppure oggi continua a lavorare ne...
10.05.2026
Svizzera

Targhe personalizzabili, passa la mozione Quadri: il Nazionale dice sì alle “vanity plates”

BERNA – La mozione di Lorenzo Quadri sulle targhe personalizzabili passa il primo scoglio. Il Consiglio nazionale ha approvato l’atto parlamentare del cons...
07.05.2026
Svizzera

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto