Svizzera, 23 giugno 2019

"Sapevamo di essere ricercati, per questo siamo andati in Svizzera"

Due ladri seriali francesi sono stati condannati giovedì al tribunale di Lons-le-Saunier, città del Giura francese, dopo una latitanza a cavallo del confine svizzero-francese durata mesi, riporta il portale francese "Le Progrès". "Siamo fuggiti perchè sapevamo che eravamo ricercati. Non volevamo tornare in prigione. Siamo andati in Svizzera per non essere catturati dalla polizia francese ", ha ammesso uno di loro. I due furono infine arrestati nel marzo 2018 e posti in custodia cautelare.

La fuga dei due ladri è cominciata all'inizio del 2018, quando avevano rubato 300 tra lettere e pacchi a Dole, sempre nel Giura francese. Gli inquirenti riuscirono a identificare i due autori e perquisirono una casa, dove trovarono due sacchi della posta francese con parte della refurtiva. Dei due ladri però nessuna traccia, e così ebbe inizio una latitanza di diversi mesi tra Franche-Comté, Savoie e Svizzera.

Un viaggio durante il quale i due, consumatori di stupefacenti, hanno messo
a segno un crimine dopo l'altro. Quando furono infine arrestati avevano al loro attivo cinque auto rubate, diversi furti in veicoli e abitazioni, un'anziana signora derubata per strada, e molteplici violazioni del codice stradale.

Crimini commessi sia in Francia che in Svizzera, con i due che attraversavano il confine indisturbati. Fino a marzo 2018, quando la polizia francese arrestò uno di loro a Dole mentre l'altro, dopo un altro furto, fu arrestato poco dopo a Maîche, comune francese appena dopo il confine con la Svizzera.

Durante il processo i due uomini "hanno giustificato la loro lunga delinquenza con la paura di essere arrestati e la mancanza di denaro". Ma hanno ammesso la maggior parte dei fatti di cui sono stati accusati. Uno di loro è stato condannato a 16 mesi di carcere, 8 dei quali sospesi. Ha lasciato il tribunale libero avendo già scontato la pena in carcere preventivo. Il secondo ha ricevuto una condanna a 30 mesi, di cui 15 sospesi, e dovrà di nuovo tornare in carcere.

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