Ticino, 07 maggio 2019

Si riapre il caso dell'ex funzionario DSS, 100 pagine per spiegare la condanna

Sono state depositate le motivazioni della sentenza che lo scorso gennaio portò alla condanna per coazione sessuale dell’ex funzionario del DSS. Le parti, come riferisce la Regione, hanno ricevuto la settimana scorsa le oltre 100 pagine con cui il giudice Marco Villa ha spiegato le ragioni del verdetto: una pena pecuniaria di 120 aliquote, ciascuna da 60 franchi, posta al beneficio della condizionale.

La procuratrice pubblica Chiara Borelli aveva chiesto quattro anni da espiare, ma la Corte non riconobbe il reato di violenza sessuale, vuoi per la fragilità probatoria di alcune ricostruzioni, vuoi perché alcuni fatti erano caduti in prescrizioni. L’ex funzionario, da parte sua, si è sempre dichiarato innocente.

Il processo, come si ricorderà, aveva creato parecchio scalpore, sia per il caso in sé, sia per il j’accuse lanciato in aula dal giudice Villa contro l’amministrazione cantonale: l’ex funzionario si sarebbe potuto fermare prima anche perché, disse, una delle presunte vittime aveva chiesto aiuto. Un’affermazione che aveva scatenato la reazione di una parte del mondo politico, con una pioggia di interrogazioni che aveva spinto il Consiglio di Stato ad aprire un’inchiesta amministrativa.

Ma prima di esprimersi su eventuali lacune da parte dei superiori dell’ex funzionario, il Governo attendeva un tassello chiave: le motivazioni della sentenza, per l’appunto. Che ora ci sono. Dopo la lettura del verdetto di primo grado hanno annunciato appello non solo il 59enne, ma anche la procuratrice Borelli e due delle tre accusatrici private patrocinate dall’avvocato Carlo Borradori. Un passo per riservarsi il diritto di ricorrere, una volta lette le motivazioni scritte, alla Corte di appello e revisione penale.

“Per quel che concerne le mie assistite, esamineremo nel dettaglio la sentenza e poi decideremo come procedere ulteriormente”, ha spiegato l’avvocato Borradori alla Regione. Tra poco tempo, insomma, sapremo se si celebrerà un nuovo processo. Quel che è sicuro è che il capitolo politico della vicenda sta per riaprirsi. 

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