Svizzera, 25 gennaio 2026

Parmelin risponde alle accuse di Giorgia Meloni, “in Italia non capiscono che in Svizzera c'è la separazione dei poteri”

Il Presidente della Confederazione, Guy Parmelin, ha risposto alle proteste italiane in seguito alla scarcerazione di Jacques Moretti lo scorso venerdì. "Possiamo comprendere l'indignazione", ha spiegato Parmelin, sottolineando però: "In Svizzera abbiamo una procedura diversa da quella italiana. È probabile che l'Italia stia valutando gli eventi svizzeri attraverso la lente del proprio sistema giudiziario", ha ipotizzato il Consigliere federale dell'Unione Democratica di Centro (UDC). "In Svizzera abbiamo la separazione dei poteri, che deve essere rispettata".

Parmelin ha tuttavia chiarito che la giustizia vallesana deve essere monitorata attentamente. "La giustizia deve funzionare e condurre le indagini in modo trasparente. E se vengono commessi errori, devono essere puniti", ha insistito. Ha aggiunto: "Ma la politica non può interferire".

Il giornalista del Blick ha anche chiesto a Parmelin se fosse stato in contatto con il Primo Ministro italiano, Giorgia Meloni, domanda a cui il Consigliere federale ha risposto "sì".



Il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni ha ribadito sabato "la forte indignazione del governo e dell'Italia" in seguito alla liberazione di Jacques Moretti avvenuta venerdì. Meloni e il suo Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, "hanno incaricato l'ambasciatore italiano in Svizzera (...) di contattare immediatamente il Procuratore Generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, per esprimere la forte indignazione del governo e dell'Italia", secondo una dichiarazione dell'ufficio di Meloni. Roma ha inoltre richiamato il suo ambasciatore in Svizzera per "determinare ulteriori misure da adottare", si legge nel comunicato.

Meloni e Tajani hanno inoltre sottolineato "l'estrema gravità del reato" di cui Moretti è sospettato, "la pesante responsabilità che gli incombe, il persistente rischio di fuga e l'evidente rischio di ulteriore manomissione delle prove".

"Questa decisione rappresenta una grave offesa e un'ulteriore ferita inflitta alle famiglie delle vittime della tragedia di Crans-Montana e a coloro che sono ancora ricoverati in ospedale", prosegue il comunicato del governo italiano. "Tutta l'Italia chiede a gran voce verità e giustizia e chiede che, a seguito di questa catastrofe, vengano adottate misure rispettose che tengano pienamente conto della sofferenza e delle aspettative delle famiglie", prosegue la nota.

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