TICINO - Il Municipio ha infatti revocato l’autorizzazione concessa lo scorso 2 dicembre, motivando la decisione con la necessità di prevenire possibili tensioni e turbative dell’ordine pubblico.
La revoca arriva dopo una serie di segnalazioni e pressioni politiche legate all’evento, accusato di sostenere tesi filorusse. In una chat Telegram filoucraina circolata online veniva invitato a scrivere in modo coordinato alle autorità comunali e cantonali per ottenere l’annullamento della proiezione, fornendo testi preconfezionati da inviare e indicando i destinatari istituzionali.
Sulla vicenda è intervenuto il consigliere nazionale Lorenzo Quadri, che ha scritto:
«Incredibile ed inaudita calata di braghe da parte del Comune. E’ così che si difende la libertà di espressione, che sta alla base della nostra democrazia? I rifugiati ucraini – accolti con i nostri soldi – decidono i documentari che si possono proiettare in Ticino? Comandano loro?»
L’associazione HelvEthica Ticino, coinvolta nell’organizzazione della serata, contesta il modo di procedere del Municipio e chiede chiarimenti formali, sostenendo di non essere stata ascoltata prima della decisione e parlando di una revoca preventiva basata su timori generici. Secondo l’associazione, l’evento era pensato come momento di dibattito pubblico e confronto.
Post Facebook di Lorenzo Quadri; Tio.ch





