Svizzera, 10 dicembre 2018

Accordo quadro: come al solito, chinati a 90 gradi!

Altro che “negoziazione”, è una capitolazione su tutta la linea. Ma il governicchio federale non ha il coraggio né di respingere l’immonda ciofeca, né di decidere alcunché. Ed intanto l’ex partitone, in evidente stato confusionale (troppi aperitivi pre-natalizi?), blatera di “successo”. La risposta della Lega alla consultazione è già pronta: e sarà un bel “vaffa”!

Come c’era da attendersi, lo sconcio accordo quadro istituzionale che sarebbe stato negoziato dal consigliere federale PLR (ex) doppiopassaporto Ignazio KrankenCassis e dai suoi burocrati è una vera ciofeca.

Già parlare di una “negoziazione” è una presa per i fondelli. Altro che negoziazione. Questa è la solita capitolazione su tutta la linea. Braghe calate ad altezza caviglia!

Accordo coloniale

L’accordo quadro giunto sul tavolo dei camerieri bernesi di Bruxelles è un trattato coloniale. Come abbiamo detto e scritto più volte: la pietra tombale sulla nostra sovranità. Contiene tutto quello che gli eurobalivi volevano che contenesse. E le famose linee rosse sulla protezione dei lavoratori e sulla direttiva UE sulla cittadinanza? Finite nel water in tempo di record, come c’era da attendersi. Di linea rossa non ne è stata rispettata mezza!

Lo sconcio accordo quadro contiene: - Ripresa dinamica cioè automatica del diritto UE - Giudici stranieri - Smantellamento delle misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone - Ripresa della direttiva UE sulla cittadinanza: obbligo di mantenere ad oltranza gli immigrati nel nostro stato sociale se sono cittadini comunitari ed impossibilità di espellere gli stranieri UE che delinquono.

- Eccetera eccetera.

Rottamazione della sovranità

Se lo sconcio accordo quadro istituzionale dovesse entrare in vigore, a dettar legge in Svizzera in materia di libera circolazione delle persone con tutti i suoi annessi e connessi, di trasporti aerei e terrestri, di ostacoli tecnici al mercato ed all’agricoltura, saranno i funzionarietti dell’UE. E a decidere in caso di controversie saranno giudici stranieri (la corte arbitrale farlocca non può statuire sull’applicazione
del diritto UE; su di esso, infatti, decide solo la Corte europea di giustizia). Non è finita: lo sconcio accordo quadro si estenderà anche a futuri trattati tra la Svizzera e l’UE, ad esempio quello sull’accesso al mercato dell’elettricità.

Se questa non è la rottamazione della sovranità e dell’indipendenza elvetica, diteci di cosa si tratta! I nostri antenati che si sono battuti per la libertà del paese si rivoltano nella tomba. Il triciclo PLR-PPD-P$$ sta distruggendo la Svizzera.

Braghe calate

Altro che “negoziare”! Il ministro degli esteri binazionale si è chinato a 90 gradi davanti a Bruxelles. Ormai siamo diventati lo zerbino dell’UE. E’ evidente che con un simile accordociofeca il Consiglio federale perde la faccia (quel poco che ancora restava) davanti ai cittadini. Aveva promesso “linee rosse invalicabili” ed invece le ha valicate tutte, dalla prima all’ultima.

Se questo governicchio federale di quaquaraquà avesse avuto un minimo di decenza (chiaramente è chiedere troppo) avrebbe respinto al mittente la sconcezza giunta sui suoi tavoli riccamente intarsiati. Invece non ha avuto il coraggio di farlo. Ma non ha neanche avuto quello di dire di sì, malgrado evidentemente non stia nella pelle dalla voglia di accondiscendere su tutta la linea. Però le elezioni federali si avvicinano, per cui…

Anche codardi

Sicché, cosa hanno fatto i camerieri di Bruxelles? Hanno mandato l’accordo in consultazione, per scappare pavidamente dalle proprie responsabilità. Non avendo gli attributi per decidere, fanno decidere ad altri.

Non solo asserviti, ma anche codardi. E l’ex partitone, manifestamente in stato confusionale, ha ancora il coraggio di definire un “successo di Cassis” questo sfacelo su tutta la linea?
Ormai i tapini non sanno più cosa inventarsi per difendere l’indifendibile.

La risposta della Lega alla consultazione sullo sconcio accordo quadro, comunque, è già pronta: e sarà un bel “vaffa!”.

E, se la partitocrazia dovesse approvare l’accordo capestro, il referendum è garantito!

Lorenzo Quadri / MDD

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