Svizzera, 28 novembre 2018

La Francia deve 120 milioni al canton Vaud, chiesto l'intervento di Berna (che per ora non arriva)

La questione della fiscalità dei frontalieri non tiene banco solo in canton Ticino. Anche nei cantoni limitrofi alla Francia, dove lavorano molti frontalieri francesi, si è confrontati con il problema, anche se è molto diverso da quello ticinese. I frontalieri francesi infatti, al contrario di quanto avviene con quelli italiani che lavorano in Ticino, non vengono tassati alla fonte e poi ristornati al paese di residenza del lavoratore. I frontalieri francesi vengono tassati integralmente in Francia e poi le autorità francesi dovrebbero versare ai cantoni parte di quanto prevelato.

Solo che la Francia non ha ancora riversato ai cantoni svizzeri quanto gli sarebbe dovuto. È il caso in particolare del canton Vaud, a cui lo stato francese deve 120 milioni di franchi per le imposte prevelate ai frontalieri nel 2017 e che non sono ancora stati versati. E ora, nel cantone vodese, ci si sta spazientando e la questione rischia di diventare un caso internazionale, con diversi esponenti vodesi che hanno chiesto alla Confederazione di intervenire.

Martedì infatti al Gran consiglio vodese sulla vicenda sono stati presentati una mozione, un'interpellanza e un postulato da tre esponenti di tre partiti diversi.

Storia conosciuta

Non è la prima volta che la Francia è ritardo con i pagamenti delle imposte dei frontalieri. Come riporta "Le Matin", già due volte in passato, la Francia sta ritardando il ritorno delle tasse riscosse dai residenti di confine per il 2017. Richieste e solleciti sono stati inviati a Berna per chiedere un intervento nei confronti di Parigi. Invano per il momento.

Il caso non è politico, ma amministrativo, ha affermato martedì Pascal Broulis, Ministro delle Finanze del canton Vaud. Nella Francia "giacobina" tutto è centralizzato ed è Parigi che bisogna interpellare, ha aggiunto. "È necessario che Berna richiami Parigi all'ordine".

Far pagare i ritardi

La mozione, presentata da un deputato PLR, chiede di considerare la possibilità di richiedere interessi di ritardo del 3,5%, come avviene per qualsiasi cittadino. Si propone di passare anche a un sistema postnumerando, cioè di richiedere il pagamento a rate per l'anno in corso, la modalità di incasso adottata nel cantone di Vaud.

Tale modifica consentirebbe ai comuni interessati "di beneficiare dell'attuale liquidità necessaria", scrive il deputato nella sua mozione.

Interventi dell'UDC

Anche due esponenti Udc sono saliti in prima fila. Nel suo arresto, il deputato Yvan Pahud attacca "lo Stato francese cattivo pagatore". A suo avviso questi nuovi ritardi aumentano "il sentimento di ingiustizia e di stanchezza che la popolazione può provare nei confronti della Francia".

Introdurre l'imposta alla fonte

Nel suo postulato, l'UDC Jean-François Thuillard chiede al Consiglio di Stato di studiare la fattibilità per determinare se non sia opportuno passare alla tassazione alla fonte per i lavoratori frontalieri nel suolo vodese, come già avviene nel canton Ticino. Questo studio dovrebbbe anche valutare i costi provocati dai lavoratori frontalieri sulle infrastrutture vodesi.

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