Mondo, 09 novembre 2018

Migranti, dopo il decreto sicurezza Salvini taglia i 35 euro, i corsi d'italiano e l'assistenza psicologica

Dopo aver incassato l'approvazione del Senato italiano al suo decreto sicurezza, Matteo Salvini ha presentato le nuove linee guida degli appalti per i servizi d'accoglienza, che ridefiniscono l'intero sistema e tagliano le spese, portandole da una media di 35 euro a 19-26 euro a persona.

Come riferisce Ansa.it, aranno aboliti l'insegnamento dell'italiano, l'assistenza psicologica e l'orientamento sul territorio: solo a chi sarà riconosciuta la protezione internazionale avrà diritto ai servizi di "integrazione e inserimento" che fino ad oggi spettavano a tutti i migranti che presentavano domanda d'asilo.

"E' una giornata bellissima – commenta soddisfatto il ministro dell'Interno - in pochi giorni abbiamo messo ordine ad una materia che attendeva di essere ordinata da 10 anni.
Abbiamo portato ordine, regole, serietà e trasparenza in un fenomeno dell'accoglienza che era diventato un mercimonio, un business fuori da ogni controllo, pagato dal contribuente".

"Chi vedeva l'immigrazione come una mangiatoia da oggi è a dieta - conclude Salvini - e sono convinto che molti finti volontari non parteciperanno più ai bandi perché non ci sarà più da mangiare"

Ma cosa cambia nella sostanza per i 144mila migranti oggi nel circuito dell'accoglienza? Il direttore del Dipartimento immigrazione e libertà civili del ministero, Gerarda Pantalone sostiene che "nulla viene tolto" e ai migranti vengono garantiti "tutti i servizi previsti dalle direttive europee per garantire la dignità della persona umana", vale a dire "il servizio di assistenza alla persona" ma anche "assistenza sanitaria, preparazione pasti, lavanderia, igiene ambientale, kit di ingresso, pocket money e scheda telefonica (5 euro)". Ma è lei stessa ad ammettere che saltano "i servizi di integrazione e inserimento nel tessuto territoriale, perché questi vengono riservati ai titolari di protezione internazionale" e "dunque verranno destinati in un secondo momento".
 
Una scelta che, secondo Pantalone, "si fonda sulla realtà" in quanto ci sono 9mila centri uno diverso dall'altro. Nei piccoli centri salteranno quindi "determinati servizi e dotazioni di personale" (direttore amministrativo, magazziniere, mensa, lavanderia); e nel circuito dell'accoglienza individuale i migranti si prepareranno i pasti da soli e puliranno le case, con il cibo e i prodotti forniti dallo Stato, "così come avviene in tutta Europa". Ma non solo: in presenza di piccoli numeri, verranno messi in rete una serie di servizi amministrativi: significa ad esempio che un solo assistente sociale si occuperà di 50 migranti che abitano anche in diversi comuni. "Prevedere un direttore, un assistente sociale, un barbiere, un medico per ogni piccolo numero è follia" dice Pantalone.

Guarda anche 

“Io vuole imparare italiano”: libro delle elementari con vignetta razzista crea un polverone

ANCONA (Italia) – Sta creando polemiche e discussioni, oltre alle consuete lamentele una pagina di un libro di testo per la seconda elementare che contiene un&rsquo...
27.09.2020
Magazine

Referendum ed elezioni regionali in Italia, stravince il sì mentre pareggiano centrodestra e centrosinistra

Gli italiani hanno plebiscitato il referendum costituzionale approvando con quasi il 70% di "sì" la modifica costituzionale che riduce il numero di parla...
22.09.2020
Mondo

L'Unione europea vuole abolire l'accordo di Dublino

La Commissione europea vuole abolire il cosiddetto "Regolamento di Dublino", che attribuisce la responsabilità di una richiesta di asilo al paese di prim...
17.09.2020
Mondo

"Accogliere i migranti di Moria significa incoraggiare la distruzione di altri centri profughi"

Il Consigliere nazionale Lorenzo Quadri in un'interpellanza al Consiglio federale chiede che la Svizzera non accolga migranti dall'isola di Lesbo per "non in...
16.09.2020
Svizzera