Svizzera, 06 settembre 2026

A Palazzo federale c'è chi vuole una tassa sui lavoratori stranieri

L'assunzione di lavoratori stranieri potrebbe presto essere sottoposta a una tassa per limitarne l'afflusso. La misura non è nuova ma da tempo sotto esame da parte del Consiglio federale. Tale imposta era già stata discussa dopo l'adozione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa nel 2014, per poi riemergere nel contesto dell'iniziativa "No a una Svizzera da10 milioni".

In concreto, l'immigrazione diventerebbe più costosa a causa di questa tassa, che ne consentirebbe la regolamentazione. Solo coloro che potrebbero permettersi questa tassa d'ingresso o che rivesterebbero un interesse primario per il proprio datore di lavoro attraverserebbero il confine.

Questa imposta costituirebbe il prezzo da pagare affinché gli immigrati possano beneficiare di beni e infrastrutture pubblici ai quali finora non hanno contribuito finanziariamente. Il gettito potrebbe essere utilizzato anche per finanziare misure volte ad attenuare le tensioni legate all'immigrazione.

Su iniziativa del Ministro della Giustizia Beat Jans, il Consiglio federale sta cercando di elaborare modelli conformi alla Costituzione e al diritto internazionale per l'introduzione di una tassa sull'immigrazione, con l'obiettivo di sottoporre il relativo quadro giuridico al Parlamento. Lo ha spiegato il governo in risposta a un'interrogazione della Consigliera agli Stati Heidi Z'graggen (UR/Centro).

La Commissione per le istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) ha inoltre recentemente proposto l'introduzione di una tassa sull'immigrazione, nell'ambito dei nuovi trattati con l'UE, che includono una clausola di salvaguardia. Qualora l'immigrazione dall'UE aumentasse bruscamente in un breve periodo, la Confederazione potrebbe attivare questo freno di emergenza. Misure come quote, priorità per i lavoratori svizzeri o verifica preventiva delle condizioni salariali e lavorative sarebbero quindi ipotizzabili.



Una tassa sull'immigrazione costituirebbe un altro possibile strumento. Se la clausola di salvaguardia venisse attivata, tale imposta si applicherebbe quindi ai nuovi lavoratori provenienti dall'UE. Dal punto di vista della commissione, questa tassa dovrebbe essere pagata dalle aziende, non dai dipendenti stessi. L'eccezione si verificherebbe nel caso in cui i dipendenti fossero accompagnati da familiari adulti, nel qual caso verrebbe applicata una sovrattassa per il coniuge.

La proposta presentata alla commissione dal Consigliere agli Stati Andrea Caroni (AR/PLR) prevede un'imposta minima di 4'000 franchi all'anno per i lavoratori dipendenti. Per i familiari adulti, l'importo sarebbe di almeno 2'000 franchi. I figli minorenni, tuttavia, potrebbero accompagnare i genitori in Svizzera gratuitamente.

La commissione ha basato la sua raccomandazione su una relazione del Consiglio federale secondo cui un'imposta sull'immigrazione, integrata nella clausola di salvaguardia, sarebbe compatibile con i nuovi accordi con l'UE. Il governo ha sottolineato che, in base all'accordo rivisto sulla libera circolazione delle persone, un'imposta temporanea sull'immigrazione sotto forma di prelievo incentivante rimane una possibilità. Questo inasprimento della clausola di salvaguardia dell'UE deve ora essere attuato.

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