Svizzera, 15 agosto 2026

«Il Consiglio federale deve svegliarsi»: Bühler (UDC) lancia l’allarme dopo Ceuta

Il capogruppo UDC in Gran Consiglio avverte Berna: quando le frontiere esterne europee cedono, anche la sicurezza della Svizzera viene messa sotto pressione.

«Il Consiglio federale deve svegliarsi: proteggere la popolazione significa proteggere le frontiere!». È il messaggio lanciato da Alain Bühler, capogruppo UDC in Gran Consiglio, dopo gli ingressi di massa avvenuti a Ceuta, l’exclave spagnola in Nord Africa diventata in poche ore il punto più caldo della frontiera esterna europea.
 

Nel testo rilanciato da UDC Ticino, Bühler parla senza giri di parole: «Quanto accaduto negli ultimi giorni a Ceuta, che ha assunto la sembianza di una vera e propria invasione, lancia un segnale d’allarme: chiunque penetri in Spagna si trova, di fatto, già all’interno dello spazio Schengen e può quindi raggiungere anche la Svizzera».
 

Tra il 30 e il 31 luglio decine di migliaia di persone hanno superato il confine dal Marocco. Le ricostruzioni più recenti parlano di circa 72 mila ingressi. Il bilancio è pesantissimo: l’Istituto di medicina legale di Ceuta ha comunicato 77 vittime. La grande maggioranza degli entrati è poi rientrata in Marocco, mentre Madrid ha rafforzato la presenza dell’esercito e della Guardia Civil.
 


 

Per Bühler, il caso dimostra quanto sia fragile la sicurezza svizzera quando la protezione delle frontiere esterne europee cede. La Svizzera aderisce a Schengen e beneficia dell’assenza di controlli sistematici alle frontiere interne, ma dipende anche dalla capacità degli Stati situati ai margini dello spazio comune di fermare gli ingressi irregolari.
 

Ceuta dispone tuttavia di un regime particolare: chi entra irregolarmente nell’exclave non può automaticamente proseguire verso la Spagna continentale e il resto d’Europa. Madrid e Bruxelles hanno ribadito che i controlli sui trasferimenti restano operativi. Ciò non cancella il punto politico sollevato dall’esponente UDC: Berna non può affidare la propria sicurezza soltanto alle rassicurazioni altrui.
 

Il richiamo è quindi diretto al Consiglio federale: la Svizzera deve mantenere la possibilità di rafforzare i controlli quando la situazione lo richiede e reagire senza esitazioni davanti a nuove pressioni migratorie. Per Bühler, la crisi di Ceuta non è un episodio lontano, ma un avvertimento concreto per un Paese inserito nello spazio Schengen e posto lungo una delle principali direttrici migratorie europee.
 

Fonte: Alain Bühler, social

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