L’evoluzione dell’automobile sta cambiando rapidamente il modo di guidare, con veicoli sempre più sicuri, tecnologici e dotati di sistemi elettronici avanzati. Tuttavia, questa trasformazione sta creando un nuovo paradosso nel percorso per ottenere la licenza di condurre: alcune delle vetture più moderne presenti oggi sulle nostre strade non risultano idonee per sostenere l’esame pratico di guida.
Il problema nasce in particolare dalla diffusione dei freni di stazionamento elettronici, che hanno progressivamente sostituito il tradizionale freno a mano meccanico e che, in molti casi, non permettono all’esaminatore di intervenire in modo progressivo in caso di emergenza. Una situazione che rischia di rendere inutilizzabili proprio quei veicoli che i giovani candidati potrebbero poi guidare quotidianamente una volta ottenuta la patente.
Il risultato è un apparente controsenso: chi possiede un’automobile familiare nuova, sicura e conforme agli standard tecnologici attuali può essere costretto a ricorrere a un veicolo diverso, spesso quello di un maestro conducente o un’auto appositamente noleggiata, con ulteriori costi a carico del candidato. In alcuni casi, l’esame può addirittura non svolgersi perché il veicolo presentato non risponde ai requisiti richiesti.
L’interrogazione chiede quindi al Consiglio di Stato se le attuali prescrizioni siano ancora adeguate rispetto all’evoluzione del parco veicoli e se non sia necessario un aggiornamento delle regole, affinché l’esame di guida possa continuare a garantire la sicurezza senza trasformarsi in un ostacolo economico e pratico per i candidati.
Sara Beretta Piccoli
Deputata in Gran Consiglio PVL










