L’Alta Leventina torna a fare i conti con colonne, traffico di aggiramento e paesi invasi dalle auto dirette verso il San Gottardo. Una situazione che, secondo il deputato della Lega dei Ticinesi Alessandro Mazzoleni, non può più essere liquidata come un’emergenza occasionale.
Con un’interrogazione presentata l’11 agosto, Mazzoleni chiede al Consiglio di Stato di spiegare perché, nonostante le rassicurazioni fornite negli scorsi anni, il problema resti irrisolto. Al centro c’è la CUPRA, la Corsia d’Uscita Preferenziale Airolo/Passi, pensata per permettere agli automobilisti diretti ad Airolo e ai passi alpini di superare la colonna autostradale senza riversarsi sulla strada cantonale.
Il punto politico è semplice: nel 2024 il Governo cantonale aveva richiamato indicazioni federali secondo cui dal 2026 sarebbe stata possibile l’“apertura sistematica” della CUPRA. Quelle rassicurazioni avevano contribuito a considerare evasa una precedente mozione della Lega. Oggi, però, la cantonale tra Faido, Quinto, Ambrì, Piotta e Airolo continua a trasformarsi in un asse alternativo all’A2 nei momenti di maggiore congestione.
Mazzoleni chiede quindi di sapere quando la CUPRA venga effettivamente attivata, per quante ore sia stata aperta nel 2026, quali criteri determinino l’apertura e, soprattutto, perché nei periodi di traffico intenso non possa restare operativa continuativamente, giorno e notte, salvo motivi tecnici o di sicurezza.
L’interrogazione punta il dito anche contro la gestione delle uscite autostradali e dei flussi sulla rete locale. Secondo le segnalazioni raccolte sul territorio, il problema può iniziare già a Chiggiogna, nel comparto di Faido, per poi estendersi fino all’Alta Leventina. Nel mirino finiscono inoltre i navigatori digitali, che in presenza di code sull’A2 possono indirizzare automaticamente gli automobilisti su strade cantonali e comunali, con transiti segnalati anche attraverso nuclei come Altanca.
Altro capitolo delicato è quello dei cantieri. Mazzoleni chiede perché il cantiere tra Piotta e Airolo sia operativo proprio durante una fase estiva caratterizzata da forti flussi turistici e se siano state valutate alternative per evitare di ridurre ulteriormente la capacità della cantonale nei momenti più critici.
C’è poi il tema della sicurezza. La congestione della rete locale può rallentare ambulanze, pompieri, polizia e altri servizi di primo soccorso. Per questo l’interrogazione domanda se nel 2026 vi siano già stati ritardi o difficoltà di transito e quali misure siano previste per garantire un passaggio rapido ai mezzi d’emergenza.
La domanda di fondo rivolta al Consiglio di Stato è chiara: l’autostrada deve assorbire il traffico di transito oppure i paesi della Leventina devono continuare a funzionare da valvola di sfogo dell’A2?










