Ticino, 04 agosto 2026

Dopo il caso Roveredo, il Moesano copia la misura leghista: casellario obbligatorio per i nuovi permessi

Dopo il caso dei quattro cittadini stranieri registrati a Roveredo e sospettati di legami con la criminalità organizzata, i Grigioni introducono il controllo per i nuovi permessi L, B e G dei cittadini UE/AELS.

Per anni il Ticino è stato tra i pochi Cantoni a pretendere controlli più severi prima di concedere un permesso di dimora. Ora anche il Moesano segue quella strada. Dal 3 agosto, per il nuovo rilascio di permessi L, B o G ai cittadini di Stati UE/AELS, verrà richiesto temporaneamente un estratto del casellario giudiziale.
 

La decisione è stata presa dall’Ufficio della migrazione e del diritto civile dei Grigioni dopo «un’accurata analisi» e in stretto contatto con il Canton Ticino, che applica questo controllo dal 2015 anche ai cittadini dell’UE e dell’AELS. La nuova prassi riguarderà sia le domande presentate tramite i Comuni sia quelle inoltrate attraverso lo sportello online.
 

A spingere Coira a cambiare metodo è stato soprattutto quanto emerso a Roveredo. Alla fine di febbraio, durante un’operazione internazionale contro il traffico di stupefacenti e il riciclaggio di denaro, sette persone sono state arrestate in Francia e in Italia. Quattro cittadini stranieri registrati nel Comune grigionese erano sospettati di legami con la camorra e la ’ndrangheta.
 

Non si tratta quindi di un esercizio burocratico, ma di uno strumento concreto di prevenzione. Il casellario non risolve da solo il problema della criminalità organizzata, ma permette alle autorità di disporre di un’informazione essenziale prima di concedere un’autorizzazione di soggiorno o di lavoro. Il caso di Roveredo ha mostrato quanto possa costare lasciare aperte falle facilmente evitabili.
 


 

La misura resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026. Al termine del periodo di prova, il Cantone valuterà l’efficacia dei controlli e le conseguenze sulle procedure amministrative. Gli uffici controllo abitanti dei Comuni del Moesano saranno inoltre coinvolti maggiormente nell’esame delle richieste e le loro valutazioni entreranno sistematicamente nei dossier.
 

L’UMDC ammette che il nuovo sistema comporterà un onere considerevole, con tempi di trattamento più lunghi e un aumento delle pratiche pendenti. Ma considera questo costo sostenibile di fronte alla necessità di rafforzare sicurezza e prevenzione. È una valutazione di semplice buon senso: qualche verifica in più vale molto meno dei danni provocati dall’insediamento di strutture criminali sul territorio.
 

Il Ticino, ancora una volta, ha fatto da apripista. Il passo dei Grigioni conferma che controllare chi chiede di stabilirsi o lavorare in Svizzera non è una misura estrema, ma una precauzione elementare. Resta semmai da capire perché una regola ritenuta utile contro la criminalità organizzata debba valere soltanto nel Moesano e per pochi mesi, invece di diventare uno standard stabile in tutto il Cantone.
 

Fonte: Ticinonews.ch; Governo del Cantone dei Grigioni;

Guarda anche 

Scooter danneggiato da un richiedente l’asilo: chi paga il conto?

Un tentativo di furto, uno scooter danneggiato, alcuni oggetti sottratti e anche delle minacce. È il caso riportato dalla stampa che ha spinto il deputato della...
18.09.2026
Ticino

Truffe telefoniche, la Svizzera vittima di una rete criminale ucraina che prende di mira soprattutto gli anziani

L'Ucraina sembra essere diventata la capitale europea dei call center fraudolenti, un'industria che genera circa un miliardo di dollari al mese. Questa rete di tr...
18.09.2026
Svizzera

Lugano è davvero sicura? Il «numero oscuro» finisce sul tavolo del Municipio

I gravi episodi di violenza avvenuti a Lugano durante l’estate, fra cui due accoltellamenti nel giro di pochi giorni, riaprono il dibattito sulla sicurezza. Ma l...
18.09.2026
Ticino

IRE, 600’000 franchi pubblici all’anno. Balli: «Quali benefici concreti per il Ticino?»

La nomina del professor Mario Padula alla direzione dell’Istituto di ricerche economiche (IRE) finisce al centro di un’interrogazione presentata in Gran Co...
16.09.2026
Ticino

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto