Lorenzo Quadri interviene sul caso che coinvolge Fabrizio Sirica, co-presidente del Partito socialista e deputato in Gran Consiglio, pizzicato da un radar a 104 chilometri orari su un tratto con limite di 50 nei pressi di Wassen. Sirica ha reso pubblico l’episodio, annunciando di attendersi un decreto d’accusa, il ritiro della patente e una multa salata.
Il consigliere nazionale leghista punta però il dito contro quello che considera un evidente doppio metro politico e mediatico. «Si tratta di un caso di pirateria stradale, reato fortemente voluto proprio dalla sinistra rossoverde», scrive Quadri, mettendo il fatto a confronto con il cosiddetto “caso Gobbi”.
Secondo Quadri, la vicenda Sirica sarebbe «molto, ma molto più grave» del caso che coinvolse il consigliere di Stato Norman Gobbi, poi qualificato dallo stesso Governo come “bagatellare”. Eppure, osserva il deputato leghista, quella vicenda alimentò per anni «decine di paginate e copertine sui giornali, ore ed ore di trasmissione, circhi Knie nel parlatoio cantonale».
«Adesso sono proprio curioso di vedere se il “caso Sirica” otterrà un’attenzione per lo meno simile», prosegue Quadri. Il bersaglio è soprattutto la copertura dei media e la reazione degli altri partiti, accusati di usare criteri diversi a seconda dell’appartenenza politica della persona coinvolta.
Il giudizio finale è netto: «Se non accadrà e verrà messo via senza prete, sarà la dimostrazione che, secondo i media di regime (a partire dalla RSI) e la partitocrazia, chi è di sinistra si può permettere tutto, mentre un leghista va messo in croce e ricoperto di guano per ogni quisquilia».
Quadri chiude con una sintesi altrettanto diretta: «Morale ed indignazione a due velocità».







