Ticino, 16 giugno 2026

Patrizio Farei: "Il Ticino forma i giovani e poi li perde"

Sempre più ragazzi studiano e si qualificano sul nostro territorio. Ma troppo spesso il loro futuro è altrove.

Il Ticino investe nella formazione dei propri giovani. Scuole, apprendistati, percorsi professionali e universitari formano ogni anno ragazzi preparati e competenti. Eppure, troppo spesso, questi giovani finiscono per lasciare il Cantone. Non perché manchi l’attaccamento al territorio. Molti vorrebbero restare, costruire qui il proprio futuro e vivere vicino alle proprie famiglie.
 

Il problema è che mancano opportunità sufficientemente attrattive. Salari bassi, costo della vita elevato, precarietà e difficoltà nel trovare impieghi qualificati spingono sempre più giovani a guardare altrove. E questo riguarda soprattutto le regioni periferiche, dove senza lavoro, infrastrutture moderne e prospettive concrete diventa inevitabile spostarsi verso i grandi centri o fuori Cantone.
 

Ed è qui che emerge una domanda fondamentale: quale futuro sta costruendo oggi il Ticino per le nuove generazioni? Perché non basta parlare genericamente di sostegno ai giovani. Serve una strategia concreta che colleghi meglio formazione, economia e mondo del lavoro.
 


 

Negli ultimi anni il Dipartimento dell’educazione guidato dalla Consigliera di Stato Marina Carobbio ha spesso posto l’accento su temi scolastici importanti. Ma oggi molti cittadini iniziano a chiedersi se il sistema stia davvero preparando i giovani alla realtà professionale che li aspetta fuori dalle aule. Il rischio infatti è quello di continuare a indirizzare troppi ragazzi verso percorsi teorici senza creare parallelamente sufficienti opportunità professionali sul territorio.
 

Anche il ruolo degli Uffici regionali di collocamento meriterebbe una riflessione più ampia. Ed è giusto riconoscere anche il ruolo fondamentale dei docenti, che oggi si trovano sempre più spesso confrontati con carichi amministrativi, formulari, scartoffie e richieste burocratiche che rischiano di togliere tempo proprio a ciò che dovrebbe restare centrale: accompagnare davvero i giovani nella loro crescita.
 

La scuola moderna non può limitarsi soltanto alla trasmissione teorica delle nozioni. Serve investire maggiormente nelle imprese locali, nell’innovazione, nella digitalizzazione e nelle nuove professioni. Perché un Cantone che forma i propri giovani ma poi li perde rischia lentamente di perdere anche il proprio futuro.
 

Patrizio Farei, Municipale di Faido

Guarda anche 

Caso CSIA, Zucchetti attacca: troppa indulgenza verso i «compagni che sbagliano»?

Al CSIA le segnalazioni sarebbero arrivate per anni. Chi le ha ricevute e cosa ha fatto? Raffaella Zucchetti porta il caso al Governo con un’interrogazione firma...
01.11.2026
Ticino

Povertà in Ticino: i numeri raccontano solo una parte della realtà

Il ceto medio come priorità? Non è sufficiente! L'UDC pone il ceto medio, la fascia della popolazione considerata al di sopra della povertà, m...
01.11.2026
Opinioni

Abusi al CSIA, il SISA accusa: «Direttori e ispettori hanno omesso di trasmettere segnalazioni agli organi competenti»

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) prende atto dell’articolo, pubblicato oggi ((28 ottobre 2026, ndr) dalla Regione, sui comportamenti...
31.10.2026
Opinioni

Caso Maidan: HelvEthica Ticino ricorre al TRAM contro lo stralcio deciso dal Consiglio di Stato

La libertà di espressione non può essere sacrificata sull’altare di rischi vaghi e astratti per l’ordine pubblico. E il trascorrere del tempo...
30.10.2026
Opinioni

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto