Ticino, 01 settembre 2026

Lorenzo Quadri contro Roberto Antonini: «La solita propagandetta politica anti leghista»

Il consigliere nazionale denuncia l’intervento a “Seidisera” e annuncia: «Proporrò a Berna la cancellazione dei sussidi federali»

Lorenzo Quadri torna all’attacco della RSI e del modo in cui il servizio pubblico ha trattato il caso Claudio Zali. Nel mirino del consigliere nazionale leghista è finito Roberto Antonini, direttore del Corso di giornalismo della Svizzera italiana ed ex dirigente dell’emittente di Comano.
 

Intervistato a “Seidisera”, Antonini ha sostenuto che le dimissioni di Zali fossero ormai «inevitabili», ha difeso la pubblicazione degli audio e ha lodato il lavoro dei giornalisti, «a cominciare dal servizio pubblico». Ha inoltre definito la vicenda «uno scandalo senza precedenti nella storia del Cantone», pur ammettendo di conoscere «in piccolissima parte il dossier».
 

Quadri contesta frontalmente l’impostazione dell’intervento. In un post pubblicato sui social parla della «barzelletta del “servizio pubblico”» e accusa Antonini di avere cavalcato la vicenda «nel modo più squallido» per «spandere strumentalmente melma sulla Lega, su persone defunte» e prodursi in «fake news sul Mattino, condite da insinuazioni patetiche».
 


 

Secondo Quadri, quanto trasmesso non avrebbe «nulla a che vedere con l’informazione obiettiva e con il servizio pubblico», ma sarebbe «la solita propagandetta politica anti leghista di infimo cabotaggio». Il consigliere nazionale ricorda inoltre che Antonini aveva già descritto la Lega come formazione di «estrema destra» su un portale romando.
 

L’affondo finale riguarda il Corso di giornalismo della Svizzera italiana, che beneficia di contributi della Confederazione. «Se questo è il livello del giornalismo insegnato al corso diretto da Antonini – scrive Quadri – confermo quanto già scritto in un’altra occasione: proporrò a Berna la cancellazione dei sussidi federali». L’UFCOM indica il Corso tra gli istituti regolarmente sovvenzionati per la formazione nel settore dei media.
 

La polemica riapre così il dossier dell’imparzialità della RSI. Il punto sollevato da Quadri è netto: il canone obbligatorio deve finanziare informazione e pluralismo, non tribune utilizzate per regolare conti politici con la Lega.
 

Fonte: post Facebook di Lorenzo Quadri

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