Svizzera, 18 aprile 2026

Il finanziamento della 13esima AVS sempre in alto mare

Il prossimo dicembre verrà erogata per la prima volta la tredicesima rata della pensione di vecchiaia e superstiti (AVS). Il suo costo è stimato tra i 4 e i 5 miliardi di franchi all'anno. Ciò che ancora non si sa è come verrà finanziata questa misura. Il suo finanziamento è infatti da tempo oggetto di un acceso dibattito a Palazzo federale. La Consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider vorrebbe aumentare l'IVA dello 0,7% per coprire il deficit, ma fatica a convincere il Parlamento.

Il Consiglio degli Stati propone invece un approccio ibrido che combina un aumento dei contributi dei dipendenti e un incremento dell'IVA. Per finanziare la tredicesima AVS, a partire dal 2028, l'IVA dovrebbe essere aumentata dello 0,4% e i contributi dei dipendenti dello 0,3%. Entro il 2030, verrebbero così versati nel fondo AVS circa 3 miliardi di franchi in più. Se necessario, i contributi dei dipendenti potrebbero essere aumentati di un ulteriore 0,3 punti percentuali in una fase successiva, ma solo in casi di emergenza.

Tuttavia, la Commissione per la Sicurezza Sociale del Consiglio Nazionale si oppone a questa soluzione e suggerisce di aumentare l'IVA dello 0,5 punti percentuali per un periodo limitato fino alla fine del 2033, e di destinare al fondo AVS le entrate fiscali aggiuntive provenienti da cantoni e comuni generate dalla 13esima rata.

La decisione è stata presa con una maggioranza risicata, con 13 voti a favore e 12 contrari, secondo quanto riporta un comunicato stampa dei servizi del Parlamento. "Il finanziamento misto proposto dal Consiglio degli Stati, che prevede un aumento dell'IVA e maggiori contributi da parte dei dipendenti, graverebbe eccessivamente sulle imprese e sulla popolazione attiva", ha dichiarato la commissione.



Da quando verrà erogato la 13esima AVS, i cantoni e i comuni potranno infatti contare su un aumento delle entrate fiscali. La commissione ritiene questa situazione iniqua: "La Confederazione si fa carico dei costi aggiuntivi, mentre i cantoni e i comuni beneficiano di un aumento delle entrate fiscali senza versare un contributo corrispondente". Di conseguenza, intende ridurre la quota di imposte federali destinata ai cantoni.

Le critiche non si fanno attendere da parte dei sindacati, che hanno giocato un ruolo decisivo nel voto popolare. "Ciò significa che il pagamento della 13esima AVS non è ancora finanziato", hanno dichiarato in un comunicato stampa, definendo la decisione "irresponsabile". I datori di lavoro, d'altro canto, descrivono la proposta proveniente dal Consiglio nazionale come una "soluzione sensata e ragionevole".

Nulla è tuttavia ancora definitivo: il Consiglio nazionale si pronuncerà a breve. Se il Parlamento non riuscirà a raggiungere un accordo durante la sessione estiva, la proposta potrebbe essere abbandonata. Tuttavia, se si troverà una soluzione, la proposta di finanziamento potrà essere sottoposta a referendum già a novembre. In ogni caso, la tredicesima rata della pensione dovrà essere versata da dicembre 2026.

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