Per giustificare il rifiuto, l'ufficio stampa della SSR ha risposto che la disponibilità di Wille a rispondere a delle interviste deve essere selezionata con cura, ha spiegato l'ufficio stampa della SRG SSR. Anche una risposta scritta alle domande è stata rifiutata. L'ufficio comunicazione ha autorizzato solo una breve intervista su un argomento predefinito, lasciando in sospeso le domande più importanti. In un articolo sulla mancata intervista, “20 minuten” dice di rammaricarsi di questa decisione e sottolinea che l'assenza di voci chiave rende difficile presentare un quadro completo e articolato dei diversi punti di vista. Nell'interesse della trasparenza e dell'equilibrio, 20 Minuten hanno deciso di pubblicare le domande inviate per iscritto a Susanne Wille. Domande che abbiamo tradotto e elencato qui di seguito:
1. Susanne Wille, negli ultimi mesi gli occhi di tutta la Svizzera sono puntati su di lei. Come sta gestendo questa forte pressione?
2. La Società svizzera di radiotelevisione (SRG SSR) trasmette i suoi programmi in quattro lingue a una popolazione di circa 9 milioni di persone. Questo giustifica il fatto che i suoi canoni radiotelevisivi siano i più alti d'Europa, anche tenendo conto del potere d'acquisto?
3. L'8 marzo la Svizzera voterà l'iniziativa popolare "200 franchi bastano!". Quali programmi, canali e servizi sparirebbero se l'iniziativa avesse successo? Quante posizioni dovreste tagliare?
4. Gli oppositori dell'iniziativa, tra cui il Consiglio federale e i Cantoni, mettono in guardia contro un indebolimento della democrazia. In che modo esatto la democrazia verrebbe indebolita?
5. Se l'iniziativa avesse successo, la SRG SSR avrebbe circa 630 milioni di franchi di canone. Aggiungendo ricavi commerciali fino a 200 milioni di franchi all'anno, il suo budget sarebbe paragonabile ai ricavi mediatici combinati di CH Media e Tamedia, che insieme gestiscono quasi 60 marchi (cartacei, online, TV e radio). Perché queste risorse non dovrebbero essere sufficienti a garantire un'informazione affidabile al pubblico?
6. Il notiziario di punta della SRF, il "Tagesschau", rappresenta solo l'1,3% del budget totale della SSR. In questo contesto, si può davvero affermare che non sarebbe più possibile fornire informazioni affidabili al pubblico?
7. "Rovinare l'informazione affidabile", avvertono gli oppositori. Secondo lei, i media privati non sarebbero quindi in grado di garantire informazioni affidabili?
8. "Senza la SSR, niente Lauberhorn", avvertono gli oppositori. Perché la gara del Lauberhorn, che riscuote un grande successo con 1,11 milioni di telespettatori e una quota di mercato dell'84,8%, non verrebbe più trasmessa se l'iniziativa venisse accettata?
9. Gli oppositori temono una drastica riduzione della copertura regionale. I sostenitori ritengono che, anche se la proposta venisse accettata, la Società svizzera di radiotelevisione (SRG SSR) potrebbe continuare a informare in modo affidabile l'intero Paese in tutte e quattro le lingue nazionali; Sarebbe semplicemente una questione di priorità editoriali. Qual è la sua risposta al campo dei "sì"?
10. Secondo i sostenitori, una SRG SSR più piccola andrebbe a vantaggio dei media privati. Gli oppositori ribattono che questi ultimi probabilmente investirebbero in format redditizi di sport o intrattenimento, ma non nel giornalismo investigativo o nella copertura regionale, che considerano non redditizi. Qual è la sua previsione?
11. Questa primavera, il programma "Shaolin Challenge" debutterà su SRF, girato in un tempio sudcoreano. Celebrità come Melanie Winiger e Tamy Glauser hanno il compito, sotto la guida di un maestro Shaolin, di "trovare se stesse e la propria forza interiore". Una puntata di questa trasmissione costa 96'000 franchi. Il ricavato del canone viene utilizzato efficacemente a beneficio del servizio pubblico?
12. Se SRF News e RTS Info dovessero ridurre la loro offerta online, i servizi mediatici privati gratuiti ne trarrebbero beneficio, secondo uno studio dell'Università di Friburgo. La Società Svizzera di Radiotelevisione (SRG SSR) sta attualmente distorcendo il mercato dei media?
13. Pietro Supino, editore di 20 Minutes e Tamedia, propone che la SRG SSR concentri le proprie risorse sui servizi non coperti dai media privati e renda disponibili i propri contenuti audiovisivi in una mediateca, anziché competere con siti e app di informazione privati utilizzando fondi pubblici. Cosa ne pensa di questa proposta e quali ritiene che sarebbero le conseguenze per il pubblico?
15. Attraverso i suoi canali social, la SSR fornisce a piattaforme tecnologiche globali contenuti finanziati tramite canone. L'attenzione generata dagli utenti svizzeri viene poi monetizzata da queste aziende attraverso la pubblicità. Questa analisi è corretta?
16. I ricavi pubblicitari continuano a confluire massicciamente nella Silicon Valley piuttosto che nei media svizzeri. Si stima che nel 2024 la dispersione di ricavi pubblicitari verso le grandi aziende tecnologiche abbia raggiunto i 2,2 miliardi di franchi, mentre solo 176 milioni di franchi sono andati ai siti di informazione svizzeri. Come valuta questa tendenza?
17. L'anno scorso ha condotto un "bistro tour" con volti noti della SSR. Il comitato d'iniziativa ha criticato la Società Svizzera di Radiotelevisione (SRG SSR) per aver condotto una campagna efficace per la propria causa, sostenendo che, in quanto azienda finanziata tramite canone, "non avrebbe dovuto farlo". La SRG SSR ha respinto fermamente questa critica. Perché?
18. Si stanno investendo milioni nella campagna referendaria. È interessante notare che gli oppositori dell'iniziativa SRG SSR stanno investendo il doppio. Oltre 800 professori stanno conducendo una campagna contro l'iniziativa, così come personalità di spicco del mondo dello sport e della cultura. A cosa si deve questo ampio sostegno?
19. Qual è la sua visione per il panorama mediatico svizzero entro il 2030?
20. Come prevede di festeggiare se l'iniziativa venisse respinta?





