CRANS-MONTANA - Dopo la tragedia di Capodanno a Crans-Montana, Libero Quotidiano ha pubblicato un editoriale che mette in discussione la lettura dell’evento come semplice fatalità. Secondo il quotidiano, «non siamo davanti a un incidente imprevedibile», ma a una serie di mancanze che meritano risposte chiare.
Nel testo vengono elencate quelle che l’autore definisce «le sette domande che gli svizzeri dovrebbero farsi», presentate come un atto d’accusa verso il sistema di controlli e vigilanza:
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«Chi ha autorizzato l’esercizio del locale?»
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«Chi ha firmato i controlli che lo dichiaravano sicuro?»
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«Perché per anni non sarebbero stati effettuati controlli?»
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«Quali materiali sono stati utilizzati e chi ne ha certificato la sicurezza?»
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«Perché in quel locale erano presenti minorenni, persino tredicenni?»
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«Perché nessuno avrebbe fatto rispettare le regole di accesso?»
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«Che ruolo hanno avuto il sindaco e le polizie, comunale e cantonale, nei controlli e nella vigilanza?»
Secondo Libero Quotidiano, queste «sette domande» incrinano l’immagine di una Svizzera sempre efficiente e inattaccabile. Le risposte, scrive l’editoriale, dovranno arrivare dalle inchieste ufficiali, ma «le responsabilità non possono essere archiviate dietro la parola fatalità».
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