Ticino, 06 febbraio 2026

Frontalieri, l’Italia cambia le regole: ora i ristorni non sono più intoccabili

Con la nuova “tassa sulla salute” Roma rompe uno dei presupposti dell’accordo fiscale. La Svizzera ha basi giuridiche per ridurre i versamenti.

FRONTALIERI - L’introduzione in Italia della cosiddetta “tassa sulla salute” applicata ai lavoratori frontalieri modifica in modo sostanziale il quadro su cui si fonda l’accordo fiscale con la Svizzera. Un punto chiave dell’intesa era l’assenza di imposizione sul lato italiano: condizione che giustificava il pagamento dei ristorni ai Comuni di confine.
 

Con la nuova imposta, questo presupposto viene meno. I frontalieri vengono ora tassati anche in Italia, rompendo l’equilibrio originario dell’accordo. È su questo elemento che si concentra la riflessione politica e giuridica avviata a livello federale e cantonale.
 


 

Secondo quanto indicato dal Consigliere di Stato Christian Vitta, la Svizzera dispone degli strumenti tecnici e legali per rivedere al ribasso la quota dei ristorni versati all’Italia. Non si tratta di una scelta politica estemporanea, ma della conseguenza diretta di un cambiamento unilaterale introdotto da Roma.
 

Una riduzione dei ristorni avrebbe effetti concreti: maggiori risorse per i Cantoni più esposti al frontalierato – Ticino, Vallese e Grigioni – e per i Comuni, oltre che per la Confederazione. In un contesto di pressione sulle finanze pubbliche, il tema non è marginale e difficilmente potrà essere ignorato ancora a lungo.
 

Fonte
Corriere del Ticino / dichiarazioni Christian Vitta

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