Ticino, 16 maggio 2026

Tiziano Galeazzi: “Il Ticino non può permettersi di restare a guardare”

Il deputato UDC critica la risposta del Consiglio di Stato sulla strategia per attrarre contribuenti facoltosi, investitori internazionali e capitali: “Serve una cabina di regia, non semplice attesa”

Il Ticino può davvero permettersi di restare fermo mentre altri Cantoni si muovono per attirare contribuenti facoltosi, investitori internazionali e patrimoni in cerca di una nuova destinazione? Per Tiziano Galeazzi, deputato UDC in Gran Consiglio ed ex municipale di Lugano, la risposta è no.
 

Galeazzi prende posizione dopo la risposta fornita dal Consiglio di Stato, lo scorso 29 aprile, alla sua interrogazione del 20 marzo 2026 sulla capacità del Cantone di attrarre nuovi contribuenti ad alta capacità fiscale, investitori internazionali e patrimoni in fase di riallocazione verso la Svizzera. Un tema che, secondo il deputato, assume ancora più peso nell’attuale contesto internazionale, con il Medio Oriente in fiamme e capitali sempre più mobili.
 

Il Governo, osserva Galeazzi, riconosce che il Ticino dispone di diversi elementi di attrattività: qualità di vita, sicurezza, fiscalità, competenze finanziarie e stabilità istituzionale. Ma questo, per il deputato UDC, non basta. “Il punto politico centrale non era questo. Il punto era, ed è tuttora, un altro”, scrive Galeazzi: capire se il Cantone voglia limitarsi a riconoscere questi vantaggi oppure trasformarli in una strategia concreta, coordinata e misurabile.
 

Secondo Galeazzi, la risposta del Consiglio di Stato è “francamente insufficiente”. Il rischio, sostiene, è che il Cantone continui ad affidarsi quasi esclusivamente al settore privato: banche, fiduciarie e immobiliaristi. Si parla di monitoraggio, strumenti ordinari e promozione generale del territorio, ma non emergerebbero nuove misure operative, una cabina di regia cantonale dedicata, un coordinamento strutturato con i Comuni polo e con gli operatori finanziari, né una pianificazione precisa con obiettivi e tempistiche.
 


 

Il deputato UDC critica anche l’assenza di strumenti più dinamici, già adottati altrove. In altri Cantoni, osserva, si ragiona su team misti pubblico-privato capaci non solo di lavorare sul territorio, ma anche di muoversi fisicamente nei Paesi e nelle aree dove si trovano potenziali contribuenti e investitori da attrarre. Il Ticino, invece, sembrerebbe ancora confidare nella propria attrattività naturale.
 

Per Galeazzi, questo approccio non è più sufficiente. Nel contesto competitivo attuale, l’attrattività produce risultati solo se accompagnata da visione, tempestività, coordinamento istituzionale e capacità di presentarsi come interlocutore credibile e pronto. E il tema diventa ancora più urgente mentre il Cantone discute continuamente di pressione sulle finanze pubbliche, nuove entrate e difficoltà economiche per famiglie e imprese.
 

Nel suo intervento, Galeazzi richiama anche il tour effettuato nel novembre 2024 a Londra, promosso per presentare il Ticino e intercettare persone “Res-Non-Dom”, ossia residenti non domiciliati britannici potenzialmente interessati a trasferirsi nel nostro Cantone. “Ad oggi non abbiamo alcun dato ufficiale di successo o insuccesso di questa operazione”, osserva il deputato. E aggiunge che, in operazioni di questo tipo, non basta “farsi vedere una volta e poi sparire”: serve un punto di appoggio fisico, concreto e duraturo sul territorio preso di mira.
 

Da qui la richiesta politica: il Governo deve uscire da una logica puramente descrittiva e mettere in campo una vera strategia cantonale per rafforzare l’insediamento di nuovi contribuenti qualificati, nuovi capitali e operatori ad alto valore aggiunto.
 

La posta in gioco, secondo Galeazzi, è chiara: capire se il Canton Ticino voglia essere protagonista nella competizione intercantonale o semplice spettatore. Perché, conclude il deputato, limitarsi ad attendere significa lasciare ad altri benefici che potrebbero invece tradursi in gettito, posti di lavoro e sviluppo per il territorio.

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