Svizzera, 04 settembre 2025

Per far quadrare i conti dell'AI, Baume-Schneider vuole tagliare le rendite dei giovani

Le finanze dell'assicurazione invalidità stanno peggiorando, principalmente a causa del forte aumento del numero di nuove rendite versate negli ultimi due anni. Mentre la percentuale di nuovi beneficiari nella popolazione attiva era ancora del 2,6 per 1'000 persone nel 2013, ha raggiunto il 3,7 l'anno scorso. Questo aumento è principalmente legato alla salute mentale al punto che, attualmente, una nuova rendita su due viene erogata per questo motivo.

Tra i giovani adulti, questa percentuale è salita a quasi due terzi. Poco tempo fa gli esperti suonavano l'allarme parlando di un'"ondata enorme" (vedi articoli correlati). Solo nel 2023, circa 12'000 persone di età compresa tra 13 e 24 anni hanno fatto richiesta di una rendita all'assicurazione invalidità e 2'800 di loro hanno visto la loro domanda accettata.

La Consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider intende invertire questa tendenza con la sua nuova revisione dell'assicurazione invalidità. Il principio della priorità della riabilitazione è già in vigore, ma deve essere rafforzato, soprattutto per quanto riguarda l'integrazione nel mercato del lavoro in modo da prevenire la dipendenza permanente dall'AI.

E la priorità è data ai giovani. Secondo i documenti interni dell'Ufficio federale consultati dal Blick, si sta progettando di offrire una "prestazione di integrazione" al posto di una rendita a tempo inderminata, per evitare che i giovani assicurati "scivolino" prematuramente verso la pensione. L'idea è di concedere un nuovo status ai giovani la cui diagnosi suggerisce una possibilità di trattamento. L'indennizzo erogato potrebbe essere inferiore a una rendita AI e sarebbe limitato nel tempo e sarebbe inoltre collegato a misure di sostegno, come un piano di cure mediche.



Elisabeth Baume-Schneider ha visitato diversi uffici AI per valutare la situazione sul campo. A suo avviso, "è necessario un cambio di paradigma per le persone sotto i 25 anni attraverso l'attuazione di una serie di misure". L'obiettivo è ridurre il numero di nuove pensioni, ad esempio creando incentivi che "rendano la rendita AI meno attraente e ne favoriscano l'abbandono".

Durante le consultazioni, la Segreteria di Stato per l'economia (SECO) ha proposto di innalzare il limite di età per il versamento delle rendite a 30 anni. L'Amministrazione federale delle finanze, da parte sua, ha insistito affinché l'indennità di integrazione fosse rigorosamente limitata nel tempo o che l'età minima per il diritto alla pensione fosse innalzata, con la possibilità di applicare questa regola solo a determinate condizioni.

Secondo i funzionari, le misure proposte dovrebbero "portare a una netta riduzione dell'onere per il sistema di assicurazione invalidità entro cinque anni al massimo". Le loro raccomandazioni sottolineano meccanismi di attuazione a basso costo in grado di generare rapidi risparmi.

La riforma non si limita ai giovani. Il sostegno agli assicurati deve essere rafforzato, con una gestione più coerente dei casi e un maggiore ricorso ai servizi interni. "Infine, l'obiettivo è evitare il più possibile il ricorso a perizie esterne", si legge ancora nel documento. Questo approccio sembra un tentativo di mettere da parte gli esperti privati, regolarmente criticati.

Elisabeth Baume-Schneider prevede inoltre di adattare alcune norme sull'assicurazione invalidità per ridurre i costi. Attualmente, la rendita completa viene concessa con un tasso di invalidità del 70%. In futuro, potrebbe essere legata alla mancanza di reddito da lavoro. La Consigliera federale prevede di presentare proposte concrete all'inizio del 2026.

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