Svizzera, 26 giugno 2025

Gli svizzeri lasciano miliardi di franchi nelle casse del fisco dei paesi esteri

Gli svizzeri investono volentieri in aziende internazionali, spesso sotto forma di azioni. Ciò che molti non sanno, tuttavia, è che le autorità fiscali dei paesi stranieri trattengono una quota significativa di dividendi e interessi. Fino al 30% può essere trattenuto alla fonte, anche prima che il denaro raggiunga gli investitori. Un meccanismo simile a quello dell'imposta alla fonte svizzera. Queste imposte, note come imposte di garanzia, funzionano come una sorta di deposito cauzionale: una parte della somma investita viene automaticamente detratta, ma i contribuenti che dichiarano correttamente il proprio reddito possono recuperarne una parte o, in alcuni casi, addirittura la totalità di quanto trattenuto. Le convenzioni contro le doppie imposizioni concluse dalla Confederazione consentono, inoltre, di ottenere agevolazioni vantaggiose. Per recuperare le somme trattenute dal fisco di paesi esteri è tuttavia necessario seguire una procedura spesso lunga e complessa.

A illustrare il problema è il gestore patrimoniale VZ Vermögenszentrum che descrive il processo come "amministrativamente macchinoso", con richieste di rimborso così complesse che "nella maggior parte dei casi non possono essere gestite adeguatamente in modo indipendente". Oltre a formulari specifici da compilare, è necessario fornire alcuni certificati bancari e amministrativi. Spesso è necessario uno scambio di lettere con le autorità del paese impositore.

Una procedura scoraggiante per molti, compresi i grandi investitori istituzionali. Molti di loro preferiscono rinunciare a questa fonte di reddito piuttosto che perdersi nella giungla burocratica. Non esistono dati ufficiali in merito, ma le stime sono allarmanti e la somma persa dagli investitori svizzeri potrebbe raggiungere miliardi di franchi ogni anno. Nel 2022 la startup di tecnologia fiscale Divizend Suisse ha calcolato una perdita annua di 4 miliardi di franchi nella NZZ.



E questa cifra potrebbe addirittura salire a 15 o 16 miliardi se consideriamo che teoricamente è possibile recuperare alla fonte le imposte degli ultimi tre anni. Interpellato dal Blick, un avvocato fiscalista si spinge ancora oltre: secondo lui, gli investitori svizzeri perdono ogni anno diverse decine di miliardi di franchi semplicemente perché non chiedono rimborsi fiscali. "Potrebbero però migliorare le loro performance grazie a questi rimborsi", sottolinea. L'importo che resta al fisco dipende fortemente dall'entità dei dividendi pagati: più questi aumentano, più aumenta anche l'importo della ritenuta alla fonte.

Anche per investimenti modesti questo approccio può rivelarsi redditizio. Alcune banche si offrono di gestire il rimborso delle imposte alla fonte, in cambio di una commissione. Altri forniscono almeno i moduli necessari, a condizione però che il cliente ne faccia richiesta.

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