Sport, 26 maggio 2025

Svizzera, è tempo di bilanci e di applausi: il nostro momento arriverà

L’ennesimo argento conquistato al Mondiale dalla Nazionale di Patrick Fischer fa crescere il dispiacere per quello che sarebbe potuto essere e che avremmo anche meritato

LUGANO – Il giorno dopo, forse, fa ancora più male. A mente fredda, a menta lucida ci tornano in mente i punti di svolta della finale persa contro gli USA. Ci abbiamo dormito su – male – e siamo di nuovo qui a ripensare quanto avvenuto ieri sera sul ghiaccio della Avicii Arena di Stoccolma, in occasione della finale iridata di hockey. 12 mesi fa fu il tracciante di Pastrnak a fulminare Genoni e a mandare in frantumi i nostri sogni di gloria; questa volta a consegnare l’oro agli Stati Uniti, dopo 65 anni, è stato il polsino di Thompson al 62’02 di un atto conclusivo in cui la Svizzera ha giocato meno bene rispetto a tutto il resto del Mondiale e ha sofferto oltremisura una squadra giovane, volenterosa che nella fase a girone avevamo battuto per 3-0. 

 
 
Certo se quel polsino di Malgin avesse avuto maggior fortuna, se quel tiro fosse stato 2 cm più alto, non incappando fortunatamente nel guanto di Swayman, ora staremmo a parlare di tutt’altro e staremmo qui ancora a brindare e a saltare di gioia dall’alto del tetto del mondo. Peccato che con i “sé” e con i “ma” non si costruisce una vittoria e non si ottiene nulla. In ogni caso, anche ieri sera come già in altre finali, la buona sorte non è stata dalla nostra: se del tiro di Malgin abbiamo appena detto, cosa dovremmo dire della chirurgica rete finale di Thompson, il cui tiro – una manciata di secondi dopo il tentativo dell’attaccante dei Lions – è passato sotto la gamba di Siegenthaler per una manciata di centimetri e si è infilato a un passo dalla spalla di Genoni?
 
 
Purtroppo queste immagini ci gireranno e ci torneranno in mente per almeno 12 mesi, ovvero fino al Mondiale che ospiteremo l’anno prossimo a Zurigo e a Friborgo, dove la cornice di pubblico sarà sicuramente diversa e dove, ci auguriamo, il finale potrà essere diverso. Sì perché se è vero che Patrick Fischer resta convinto che la Svizzera prima o poi vincerà il Mondiale, se è vero che l’oro al momento sembra snobbarci e non volerci, se è altrettanto vero che gli anni passano e la carta d’identità non sorride più ad alcuni giocatori (Genoni, ad esempio, ha ormai 37 anni) e le nuove generazioni non sembrano fare benissimo nei Mondiali di categoria, è altrettanto vero che questa Nazionale l’oro lo meriterebbe. Lo meriterebbe e lo merita per quanto fatto in questi anni, per quanto dimostrato negli ultimi 12 anni con 4 finali – di cui 2 consecutive – e lo avrebbe meritato quest’anno anche per salutare Andres Ambühl con una partita che lo avrebbe, ancora di più, consegnato alla storia.
 
 
Ci riproveremo fra un anno, questo è sicuro, con ancora più voglia, ancora più rabbia e ancora più determinazione. Chiedendoci se magari con un Hischier in più nel motore ci saremmo potuti presentare a Zurigo l’anno prossimo da campioni in carica…

Guarda anche 

La guerra è pace? Quando un premio per la pace va alla NATO

«La guerra è pace». È uno dei paradossi più celebri di 1984 di George Orwell. Una formula concepita per descrivere un mondo nel quale ...
07.10.2026
Opinioni

Quadri: abolire la Commissione contro la tortura

Lorenzo Quadri chiede di abolire la Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT). Con una mozione al Consiglio federale, il consigliere nazionale dell...
08.10.2026
Svizzera

Capitale UBS: dagli Stati un’altra decisione autolesionista

Il Consiglio degli Stati ha stabilito nei giorni scorsi che la copertura patrimoniale delle filiali estere di UBS dovrà avvenire per il 90% con capitale proprio...
07.10.2026
Opinioni

«Continueremo a difendere la neutralità opponendoci alla nuova legge militare e ai bilaterali III»

L’esito del voto sull’iniziativa per la neutralità rappresenta una vittoria dell’UE (che sta promuovendo la corsa al riarmo); della NATO (che ...
04.10.2026
Opinioni

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto