Mondo, 02 aprile 2025

Italia, stretta sulla cittadinanza per discendenza: cambia tutto per milioni di italo-discendenti

Il governo italiano ha introdotto una drastica riforma alla legge sulla cittadinanza, limitando l’accesso per i discendenti di italiani all’estero. Il nuovo decreto, approvato il 28 marzo 2025, stabilisce criteri più rigidi per chi vuole ottenere la cittadinanza italiana attraverso il principio dello ius sanguinis.
 

Fino ad oggi, chiunque potesse dimostrare di avere un antenato italiano nato dopo il 1861 aveva la possibilità di richiedere il passaporto italiano, aprendo così le porte all’Unione Europea. Tuttavia, l’enorme numero di richieste ha portato al sovraccarico di tribunali e consolati, spingendo il governo a intervenire con nuove restrizioni.
 

Nuove regole: cosa cambia?

Con l’entrata in vigore del decreto, solo coloro che hanno almeno un genitore o un nonno nato in Italia potranno ottenere la cittadinanza automaticamente. Inoltre, chi nasce all’estero da un cittadino italiano potrà mantenere il diritto alla cittadinanza solo se il genitore ha vissuto in Italia per almeno due anni prima della nascita del figlio.
 

Un'altra novità significativa riguarda gli italiani residenti all’estero: per mantenere la cittadinanza, sarà necessario dimostrare un legame concreto con l’Italia ogni 25 anni, attraverso azioni come il voto, il rinnovo dei documenti o l’aggiornamento dello stato civile. Chi non adempirà a questi obblighi rischierà di perdere la cittadinanza.

Le reazioni e le conseguenze

La riforma ha suscitato reazioni contrastanti, in particolare nelle grandi comunità italiane in Sud America. In Argentina e Brasile, dove milioni di persone vantano origini italiane, la notizia è stata accolta con preoccupazione. Molti aspiranti cittadini italiani vedono sfumare la possibilità di ottenere un passaporto europeo, considerato una risorsa preziosa per migliorare le proprie opportunità di vita e di lavoro.
 

Secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’obiettivo della riforma è evitare abusi e fenomeni di commercializzazione della cittadinanza: “Essere cittadini italiani è una cosa seria, non si può pensare di ottenere un passaporto solo per convenienza”, ha dichiarato.
 

Nonostante il decreto sia già in vigore, esperti del settore lo considerano vulnerabile dal punto di vista legale e potrebbero esserci ricorsi per impugnarlo in tribunale. Resta da vedere se la stretta sulla cittadinanza rimarrà definitiva o se, nei prossimi mesi, il Parlamento apporterà modifiche alla normativa.


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