Svizzera, 06 febbraio 2025

Un camionista fonda il Partito popolare islamico svizzero che vuole abolire il divieto di costruire minareti

All'inizio di marzo, mese in cui inizia il Ramadan, un musulmano residente nel canton Turgovia – Besim Fejzulahi – intende fondare il Partito popolare islamico svizzero, ossia il primo partito islamista della Svizzera.

A spingere Fejzulahi nell'arena politica è retorica dell'UDC, partito che a suo dire contribuisce a dare ai musulmani un pregiudizio negativo: "Noi musulmani siamo generalmente sospettati di terrorismo". Per tenerle meglio testa, il 56enne camionista di Weinfelden, nel canton Turgovia, vuole quindi fondare insieme a altre dieci persone il Partito popolare islamico svizzero.

"Vogliamo essere un contrappeso all'UDC e spiegare alla gente che l'Islam è diverso da come viene rappresentato in televisione", spiega Fejzulahi a “20 minuten”. Tutte le moschee della Svizzera vengono attualmente contattate per reclutare membri. La fondazione ufficiale del partito è prevista per il 1° marzo, all'inizio del Ramadan.

“Come IVP Svizzera sosteniamo la diversità, il riconoscimento e la partecipazione di tutti i cittadini svizzeri”, si legge nel programma del Partito popolare islamico. L’atteggiamento “generalizzante e polarizzante” dei partiti tradizionali non soddisfa le esigenze di una società in cambiamento. Il programma prevede oltre 30 punti. Ciò che serve sono, ad esempio, lezioni nella lingua madre, una posizione di formazione garantita, un migliore equilibrio tra lavoro e famiglia, posti di asilo nido, attuazione coerente degli obiettivi climatici, trasporti pubblici gratuiti, un “sistema economico senza interessi”, “eliminare la carenza di lavoratori qualificati attraverso l’immigrazione qualificata” e un salario minimo a livello nazionale. L’IVP rifiuta l’adesione all’UE così come la “dottrina del genere di stato”.



Secondo Fejzulahi il passo avviene indipendentemente dall'attuale disputa sui cimiteri musulmani a Weinfelden (vedi articoli correlati) e trova ridicola la critica degli oppositori che parlano di “apartheid nella morte”: “Come può un defunto integrarsi in Svizzera?”.

Fejzulahi è originario della Macedonia del Nord ed è arrivato in Svizzera nel 1989. Non è la prima volta che è attivo in politica: 14 anni fa si candidò per l'oggi defunto Partito borghese democratico al Parlamento cantonale di Turgovia, senza successo. "La legge svizzera è sufficiente per noi musulmani", dice Fejzulahi quando gli viene chiesto cosa pensa della Sharia, la legge islamica.

Naturalmente vede anche la necessità di riforme: “Vogliamo lanciare un’iniziativa per invertire l’iniziativa dei minareti”, dice. In generale il partito si batte per migliori condizioni per i musulmani in Svizzera. Ad esempio, per le donne che vogliono indossare il velo: “Non mi dà fastidio quando vedo le suore per strada”.

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