Opinioni, 28 giugno 2023

Il silenzio dei quotidiani sui rumori degli elicotteri

Le strane scelte redazionali (o boicottaggio?) del Corriere del Ticino e de La Regione

Nel giugno del 1987 entrò in vigore in Ticino un decreto esecutivo del Consiglio di Stato (CdS) concernente i voli a bassa quota e gli atterraggi esterni effettuati con elicotteri, il cui scopo era quello di mettere un po’ d’ordine in questo settore e migliorare l’informazione delle autorità e dei privati sulle prescrizioni vigenti in materia. Il decreto fissava pure gli orari in cui era consentito il trasporto di materiali. Nel settembre del 2014 entrò in vigore a livello nazionale un’“Ordinanza sui decolli e gli atterraggi di aeromobili al di fuori degli aerodromi” (OAEs), che soppiantava il decreto ticinese e ampliava notevolmente gli orari in cui gli elicotteri potevano effettuare voli a scopo di lavoro e voli commerciali per il trasporto di persone.

I quotidiani ticinesi dedicarono degli articoli giustamente assai critici verso quell’ordinanza, esprimendo preoccupazione e perplessità per l’estensione degli orari di volo e per il conseguente aumento del carico fonico nelle fasce orarie marginali, cioè proprio quelle più sensibili. Peccato che poi, a partire da quell’anno, quegli stessi quotidiani si disinteressarono al tema degli elicotteri, come se tutto quanto avveniva nei cieli del Cantone non riguardasse la popolazione. Eppure già l’anno successivo all’entrata in vigore della nuova ordinanza il CdS scrisse all’Ufficio federale dell’aviazione civile segnalando che la situazione concernente le immissioni foniche in Ticino era peggiorata nelle zone residenziali e turistiche, e protestando per “l’inaccettabile situazione venutasi a creare, in contrasto con la politica di lotta contro il rumore portata avanti da Confederazione e Cantone”.

Elicotteri e disinteresse mediatico

Da decenni sono abbonato al Corriere del Ticino e alla Regione, e non ricordo di aver letto negli ultimi nove anni su questi quotidiani alcuna inchiesta giornalistica dedicata all’abnorme sviluppo delle attività di volo degli elicotteri (con oltre 100'000 rotazioni all’anno!), che in parte sono certamente utili ma che sono anche fonte di disturbo per migliaia di persone, specie se certe regole non sono rispettate. Malgrado le proteste per i rumori e gli abusi, le redazioni dei due quotidiani hanno optato per il silenzio. Nessuna di loro ha ritenuto di dedicare all’argomento un servizio di approfondimento, intervistando ad esempio i responsabili dei competenti uffici federali, o i responsabili politici di questo settore, o i dirigenti delle aziende di trasporto interessate. La mancanza di una pressione mediatica non ha certo favorito la ricerca di soluzioni per un miglioramento della situazione.

Un’interrogazione “silenziata”

Perché questo disinteresse? Non si è trattato di una svista e vi spiego il perché. Lo scorso 7 novembre quattro deputati del Gran Consiglio (tre dell’UDC e uno della Lega dei ticinesi) inoltrarono al CdS un’interrogazione molto dettagliata intitolata “Impiego degli elicotteri su suolo cantonale: occorre chiarire le regole”, redatta in collaborazione con il sottoscritto (https://www4.ti.ch/poteri/gc/ricerca-messaggi-e-atti/ricerca/risultati). Inviai personalmente copia di quell’atto parlamentare alla stampa, ma sia il Corriere e sia la Regione lo ignorarono, sprecando così una ghiotta occasione per informare i loro lettori su un argomento troppo a lungo trascurato. Lo scorso 26 aprile il CdS diede una risposta di ben cinque pagine ai quattro deputati, ma neppure in quell’ occasione i due giornali si degnarono di riferire. Eppure la risposta governativa conteneva molte informazioni interessanti. Il CdS, ad esempio, confermò – come denunciato nell’interrogazione - che il decreto esecutivo del 1987 non era mai stato abrogato malgrado avesse perso la sua validità, e disse di aver provveduto di recente a colmare il vuoto normativo aggiornando provvisoriamente il vecchio decreto in attesa di una nuova legge cantonale.



Il CdS rese inoltre noto di aver sottoposto al Gran Consiglio un messaggio (datato 26 aprile, ossia lo stesso giorno della risposta all’interrogazione!) concernente una nuova legge cantonale sulla navigazione aerea (https://www4.ti.ch/user_librerie/php/GC/allegato.php?allid=160400), confermando così indirettamente quanto sostenuto dagli interroganti, ossia che da anni il progetto di questa legge ammuffiva nei cassetti del Cantone. L’annuncio di una nuova legge non era già di per sé una notizia meritevole di essere riferita dai due quotidiani? Il CdS confermò che “al di sotto della quota di 300 metri NON (sottolineato!) è possibile sorvolare un centro abitato”, e aggiunse di aver accolto la richiesta - avanzata nell’ottobre scorso dal sottoscritto - di avviare una campagna per sensibilizzare le aziende di trasporto con elicottero al rispetto delle prescrizioni federali applicabili, a dimostrazione del fatto che non tutti rispettavano queste prescrizioni.

Svista o scelta redazionale?

Lo scorso 8 maggio avevo scritto ai direttori dei due giornali chiedendo perché mai avessero boicottato sia l’interrogazione e sia l’importante risposta del CdS. Due giorni dopo il direttore de la Regione, Daniel Ritzer, mi rispose escludendo l’ipotesi di un boicottaggio e assicurandomi che avrebbe verificato con la redazione competente qual era stata la valutazione in merito o se si era trattato semplicemente di una svista. Ma da allora non ho più saputo niente e su La Regione non ho letto alcun articolo sull’argomento, a dimostrazione del fatto che non di una svista si fosse trattato, ma di una precisa scelta redazionale. Sto invece ancora aspettando la risposta di Paride Pelli… Ovviamente ogni giornale è libero di pubblicare le notizie che vuole, ma anche i lettori hanno il diritto di chiedere perché una certa notizia è stata “silenziata”, e di ottenere una spiegazione. Come ex-giornalista mi sembra inoltre molto strano che entrambi i quotidiani abbiano ritenuto di non informare i loro lettori su queste notizie di interesse cantonale. A conferma del fatto che tale scelta giornalistica sia stata quanto meno discutibile, basti dire che quando lo scorso 30 aprile il sito di informazione Ticinonline informò sulla risposta del CdS, la notizia venne letta in poche ore da quasi 11'000 persone, a cui evidentemente tale risposta interessava. Inoltre anche la redazione della trasmissione televisiva “Falò” ha ritenuto di dedicare al tema degli elicotteri un servizio che dovrebbe andare in onda in queste settimane.

Scrivete ai due direttori

Forse qualche lettore dei due giornali, leggendo questo articolo, si chiederà perché non è stato informato a dovere. In tal caso farebbe bene a chiederlo via email direttamente a uno dei due direttori (daniel.ritzer@laregione.ch, paride.pelli@cdt.ch), eventualmente con copia al sottoscritto per conoscenza (ilguastafeste@bluewin.ch). Dal canto mio non posso fare a meno di constatare che quando si tratta di lanciare appelli a favore dell’uso di denaro pubblico per sostenere i giornali, i direttori dei due quotidiani diventano particolarmente loquaci e scrivono editoriali per sottolineare l’importanza di “garantire la narrazione del territorio” (cfr. CdT del 23 maggio scorso) e di “cercare di riempire l’oceano mediatico con un’informazione accurata e lo spirito critico che ci contraddistingue” (cfr. La Regione del 23 maggio scorso). Belle parole, che però nel caso degli elicotteri non corrispondono alla realtà dei fatti da quasi un decennio…

Giorgio Ghiringhelli

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