Ticino, 22 novembre 2021

L’Hospitality Manager ticinese: Un unicum in tutta la Svizzera

Il ruolo dell’hospitality manager, promosso dal Cantone Ticino e da Ticino Turismo, nasce per offrire supporto agli albergatori, in particolare sulle nuove strategie di vendita e di comunicazione digital, sull’accesso ai crediti cantonali e alle altre forme di finanziamento per il rinnovo degli alberghi, la cooperazione tra hotel e la formazione continua. Unico in tutta la Svizzera a praticare questa interessante professione è Emanuele Patelli. Ci accoglie con un piglio veramente brillante: la passione trasuda nei suoi discorsi. Parola d’ordine: positività! Ecco cosa ci ha detto del suo lavoro e di quello che pensa della nostra regione. 

Come possiamo spiegare il suo lavoro, per assurdo, a un bambino? 

...O a mia nonna (sorride, ndr), a volte ho difficoltà nel farle capire per bene quello che faccio. Mi definisco una sorta di facilitatore. Dunque, posso considerarmi una figura di riferimento per il settore alberghiero per quello che riguarda la strategia da attuare direttamente con l’albergatore, i finanziamenti (sia a fondo perso del Cantone, o classiche con le banche), la formazione e i progetti strategici a livello cantonale. Posso citare in questo caso la modifica della legge sul turismo che prevede la registrazione sistematica degli alloggi turistici: un progetto che seguo fin dall’inizio e che entrerà in vigore nel 2022. Il mio comunque è un lavoro di squadra. Chiaramente la mia possibilità di essere sul terreno mi permette di intervenire in maniera efficace e direi quasi immediata dove c’è bisogno di un mio intervento o consiglio.

Entriamo nel dettaglio...

Nel 2014 il DFE fa una sorta di “fotografia” del settore alberghiero ticinese. Era emerso che il 30% sono le strutture che non hanno bisogno nessun aiuto (le chiamo le Formula 1 del settore). Il 15 % invece sono posti che sono a rischio chiusura nel breve medio termine. Il 55 %, che è il mio target sono strutture con del potenziale, ma con alcune criticità. Per questo motivo nasce la mia figura, ovvero quella dell’Hospitality manager. Magari è anche un po’ un termine improprio perche alla fine sono più un Business Developement Manager, ma il nome non è importante. L’idea è quella di parlare con l’albergatore e poi sulla base delle richieste, che possono essere dalla semplice strategia alla totale ristrutturazione, vediamo di trovare le varie forme di finanziamento dov’è possibile. Io poi metto in contatto con gli altri attori in gioco. Lascio comunque la libertà a chi mi chiede una mano, facilito solo le cose. La mia figura è nata nel 2016 per volontà del cantone e Ticino Turismo. 

Qualcuno che non accetta i suoi consigli? 

Per il momento no. Ho un buonissimo rapporto con i colleghi, ci capiamo bene. Sono molto schietto, ci si confronta anche molto ma alla fine è l’imprenditore che deve decidere le sorti della sua proprietà. Le ultime statistiche parlano di 123 milioni di investimenti in Ticino per progetti imprenditoriali privati nel settore alberghiero. Questo fa ben sperare per il futuro. In totale sono 63 progetti, nella metà circa ho avuto un coinvolgimento diretto. Ho seguito progetti da Nord a Sud, ne cito alcuni: l’albergo di Meride San Silvestro, quello di Ascona Charme Hotel Al Torchio, ecc... Il rapporto con gli imprenditori parte da un caffè, si parla e poi si arriva al progetto, alle eventuali sovvenzioni, al marketing e poi vengono a seguire i corsi di formazione “Pop-up Academy”.

Di cosa si tratta?

È la formazione promossa da Ticino Turismo con il sostegno dell'Uffico per lo sviluppo economico del DFE, in partnership con SHS Academy e l'approvazione didattica della Schweizerische Hotelfachschule Luzern (SHL). In questi anni ha formato un’ottantina di persone su vari livelli. Il corso, ha permesso agli albergatori di intraprendere il percorso formativo dallo stadio più consono alle loro esigenze di crescita. Il completamento dell’intero percorso formativo porta all’ottenimento dell’“Executive Education Diploma in Hospitality”. 

In passato il settore è stato un po’ criticato per mancanza di novità o di immobilismo. Sentendo lei invece noto del fermento... 

Esatto. Siamo a una svolta anche generazionale, qualcosa, anzi molto si sta muovendo nel verso giusto. Con il mio lavoro voglio evitare che il professionista si chiuda a riccio senza guardare oltre. È molto importante. La nuova generazione è portata a viaggiare dunque è molto più facile aprire i propri orizzonti. Il futuro lo vedo veramente roseo. Ci vuole tempo. Sistemare una struttura non è come cambiare l’auto. Ci sono tantissime aperture nuove che sono avvenute in questi anni, dalla Valle Bedretto fino a Vacallo, a livello trasversale passando anche dalle valli. Il Ticino secondo me è molto affascinanate, passiamo dalla montagna al lago in pochissimi minuti. Come in tutte le destinazioni ci sono dei segnali molto positivi. Il cambiamento che sto vedendo è veramente qualcosa di grandioso. La mia personale testimonianza sul campo è dunque... positiva. Ci vogliono chiaramente ogni TOT anni delle spinte nuove.

Mauro Botti / MDD

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